La gestione dell’acqua, il più torbido affare politico trasversale del Sannio

I sindaci mastelliani e del PD hanno già deciso di affidare alla GESESA (58% Acea) tutti i servizi idrici sanniti, ma i consigli comunali e i cittadini non sono stati neppure informati.

4 ottobre 2022

Domani, 5 ottobre, i sindaci della nostra provincia voteranno una lista bloccata per nominare i 30 componenti del Consiglio di distretto sannita dell’Ente Idrico Campano.

Il Comitato sannita Acqua Bene Comune aveva proposto a vari sindaci di presentare un’altra lista di delegati per la gestione pubblica dell’acqua, ma gli amministratori mastelliani e molti del PD non hanno sottoscritto l’appello di padre Alex Zanotelli perché vogliono nominare la GESESA, controllata per il 58% da ACEA, gestore dei servizi idrici di tutti i comuni del Sannio.

Il 22 luglio del 2021 il Distretto Calore Irpino (province di AV e BN) con la delibera n.2/2022 aveva stabilito che “con specifico riferimento alla scelta della forma di gestione e del connesso modello gestionale, siano privilegiate innanzitutto soluzioni fondate sulla partecipazione totalitaria dei Comuni al soggetto unico, con forma di gestione pubblica, che sarà incaricato della gestione del Servizio Idrico Integrato”.

Dopo un anno, lo stesso Consiglio di Distretto con la delibera n.2 del 20 luglio 2022, ha deciso di scindersi in due distretti, uno per la provincia di Avellino e l’altro per la provincia di Benevento, ma contestualmente ha stabilito che solo per l’Irpinia “venga mantenuto fermo e impregiudicato l’indirizzo … in merito alla totale partecipazione dei Comuni nel soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato e nel contempo sia salvaguardato l’iter procedurale già posto in essere da Alto Calore Servizi spa, da riconoscere come gestore di fatto già presente sul territorio”

Questa delibera che conferma la gestione totalmente pubblica del Servizio Idrico solo per la provincia di Avellino ma non per quella di Benevento, è stata votata anche dai tre delegati del sindaco Clemente Mastella, in rappresentanza dei cittadini di Benevento: Franco Damiano (sindaco di Montesarchio), Luigino Ciarlo (sindaco di Morcone), Paola Panella presidente provinciale di Noi di Centro (partito di Mastella).

Ma i beneventani e i consiglieri comunali della città capoluogo non sono mai stati consultati su questa materia così importante “delegata” a tre soggetti estranei alla città.

Quella delibera che, si ripete, cancella il precedente orientamento per il Gestore Pubblico del Servizio Idrico del Sannio, è stata votata anche da sindaci di vari schieramenti politici: Giuseppe Addabbo (Molinara), Raffaele Scarinzi (Vitulano), Pasquale Viscusi (Frasso Telesino), Giampietro Roviezzo (Bonea), Diego Cataffo (Sant’Angelo a Cupolo), Nicola De Vizio (San Giorgio la Molara) e il designato da Guardia Sanframondi, Carlo Falato.

Erano assenti quel giorno Antonio Coletta, sindaco mastelliano di Paupisi e Angelo Pepe, sindaco PD di Apice che sono comunque concordi con la nomina di Acea-Gesesa, Gestore Idrico per tutto il Sannio.

Nella lista unica per il consiglio di distretto sannita dell’EIC sarà votato anche un rappresentante di Civico22, notoriamente a favore della Gestone Pubblica dell’Acqua, delegato da Giuseppe Ruggiero, sindaco PD di Foiano Valfortore, comune che ha da tempo affidato il servizio idrico a Gesesa.

Insomma, le decisioni per la gestione dell’acqua, bene indispensabile per la vita, da assumere con la diretta partecipazione dei cittadini, sono invece totalmente oscure e frutto di torbidi accordi politici trasversali.

Gabriele Corona,  movimento politico “Altra Benevento è possibile”

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