Arresti alla Provincia, i colloqui tra il presidente e Renato Parente

Inquietanti i fatti che emergono dalla indagine sugli appalti alla Provincia. Interessanti anche le conversazioni di ottobre 2019 tra Di Maria e il suo capo staff, Renato Parente, che esprime giudizi negativi sul dirigente Maurizio Perlingieri.

Comunicato stampa del 26 novembre 2021

La corposa indagine della Procura della Repubblica sugli appalti della Provincia di Benevento  conferma che il Sannio è soffocato da un diffuso sistema di corruzione. 

Sono stati arrestati o sottoposti a “divieti di contrattare con la pubblica amministrazione” il presidente Antonio di Maria, del partito Noi Campani di Clemente Mastella, il sindaco di Buonalbergo, Michelantonio Panarese, del PD, diversi tecnici, imprenditori e faccendieri. 

I magistrati sottolineano che “la spartizione preordinata di procedure d’appalto indette dalla Provincia di Benevento, sebbene non sia circostanza nuova per i cittadini, ha dimostrato che … occorre fare ancora molto per instillare ….. il rigore ed il rispetto delle regole. E ancora troppo forte il desiderio di godere di favori, ricevere alti guadagni aggirando le regole, mentre le remore ed il timore di sanzioni è quasi inesistente …”.

Per scardinare questo sistema che si regge anche sulla convinzione che comunque l’azione giudiziaria non porta quasi mai a condanne esemplari, nonostante corpose indagini della Procura della Repubblica, bisognerebbe anche capire perchè le richieste di arresti e provvedimenti restrittivi avanzate dal Pubblico Ministero a febbraio 2021, per evitare ulteriori reati, sono state decise dall’ufficio del GIP l’11 novembre, dopo nove mesi. E’ uno degli elementi che la magistratura beneventana dovrebbe chiarire per dare maggiore fiducia ai cittadini sulla efficacia della azione giudiziaria. 

La Giustizia farà il suo corso, come si usa dire, tra ritardi, lungaggini inspiegabili, errori, testimoni scoraggiati ed indotti a ritrattare, inevitabili prescrizioni o assoluzioni sorprendenti, ma intanto i fatti restano, indipendentemente dalla loro “valenza penale”. In questo caso rimangono i comportamenti di politici, amministratori e tecnici pubblici e privati, imprenditori e faccendieri (qualcuno anche già coinvolto in azioni giudiziarie antimafia) descritti bene dai Carabinieri, che hanno condizionato le gare di appalto o si sono impegnati per fare avere finanziamenti regionali. 

Il quadro che emerge dalle indagini, grazie alle coraggiose denunce  di Franco Nardone, ex segretario generale della Provincia, e di un tecnico non corrotto, è veramente inquietante ma Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di Noi Campani, si limita ad esprimere solidarietà al presidente Di Maria e sottolinea che in Italia sono indagati gli amministratori di vari partiti. 

Invece l’ex Ministro della Giustizia dovrebbe spiegare se ci possono essere relazioni o rapporti tra alcune vicende che emergono dalle indagini della Procura sugli appalti della Provincia e il Comune di Benevento.

Ad esempio, sarebbe interessante qualche commento politico sulle telefonate intercettate tra Di Maria e Renato Parente, uomo di fiducia di Mastella che nel 2019-2020 era anche capo dello staff del Presidente della Provincia per “relazioni  interne ed esterne, che coadiuvi il presidente nella cura dei rapporti con i consiglieri delegati, i partiti politici, gli altri enti locali del territorio, le società partecipate”.

L’1 ottobre 2019, Parente avvisa di Di Maria di aver notato troppi imprenditori negli uffici tecnici della Provincia che però non si rivolgono alla parte politica. Parente, che non risulta indagato, commentava: “a nome mio, fate i cazzi vostri… ma tu ti rendi conto? Antò a nome nostro fanno quello …” per segnalare il comportamento dei tecnici nella gestione degli appalti. 

Nel corso della stessa conversazione Renato Parente esprime giudizi molto negativi su Maurizio Perlingieri, dirigente del settore Opere Pubbliche del Comune di Benevento e nel 2019 anche dirigente Tecnico della Provincia, il quale per un appalto a Cerreto Sannita avrebbe “garantito” una ditta che il capo dello staff di Di Maria non considerava meritevole. 

Tra le conversazioni captate ci sono anche quelle di alcuni imprenditori e tecnici corrotti che ad ottobre 2019 si auguravano la sostituzione di Perlingieri come capo dell’ufficio tecnico della Provincia. A gennaio 2020 con un provvedimento contestato dal segretario generale Franco Nardone, Perlingieri fu esonerato dall’incarico alla Provincia.

Subito dopo le recenti elezioni comunali il sindaco Mastella ha trasferito Maurizio Perlingieri, dirigente di ruolo del Comune di Benevento, dal settore Opere Pubbliche al settore Ambiente, senza spiegare i motivi di questa evidente penalizzazione. 

Che succede tra “tecnici e politici” al Comune di Benevento? Dopo l’indagine sulla corruzione alla Provincia, la domanda si impone e speriamo che l’evidente interesse pubblico induca anche i giornalisti di TV7 a fare qualche domanda al sindaco, come fanno Enzo Colarusso e pochi altri, senza temere gli strali dell’ex Ministro della Giustizia che si vanta di essere anche un loro collega. 

Gabriele Corona,
movimento “Altra Benevento è possibile”

1 commento su “Arresti alla Provincia, i colloqui tra il presidente e Renato Parente”

  1. Riflessioni attente.
    Necessario l’invito a scardinare l’assedio
    Della Pubblica amministrazione da faccendieri , funzionari e anche amministratori , che la soffocano.

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