Loredana Vecchi

Al rogo il potere clientelare

Appello al voto di Loredana Vecchi

Loredana Vecchi è psichiatra e psicoterapeuta e si occupa da anni di iniziative sociali per la salute mentale. È candidata con la lista….. e con questo intervento ci spiega perché

La scelta di candidarmi per il prossimo consiglio comunale non è finalizzata al raggiungimento di un successo elettorale personale. È un intervento di sostegno ad una cultura dell’impegno civile e ha il valore di testimonianza di un ideale.  Il candidato dunque non sono io. Il candidato è un ideale, una specie di scatola di sogni in cui, aprendola, si palesano contenuti fatti di buoni ed onesti propositi e ad un tempo di evidenti e incontestabili buone pratiche. E’ noto infatti che le buone intenzioni hanno valore se vanno di pari passo con il buon agire e il nostro movimento civile, che nelle persone dei suoi singoli componenti, di Angelo Moretti, il nostro candidato sindaco, di Gabriele Corona, capolista di “Altra Benevento è possibile – Senso civico” e degli altri candidati, ne sono la incontestabile testimonianza.  

Candido dunque un credo che si declina nella cultura del pubblico bene. Una cultura diversa da quella che nella nostra città, in anni recenti, ha provato a sopraffarci e a sottometterci. La cultura, cioè, del paternalismo clientelare, della speculazione e dell’ interesse privato.  

A questo ci opponiamo con la forza di una rivolta morale e di una rivoluzione culturale, perchè certi sistemi che sfruttano il timore esistenziale degli individui e se ne servono manipolando il conseguente bisogno di sicurezza per soggiogarli al proprio potere e ai propri interessi ( è prassi conosciuta promettere protezione e favori in cambio del voto invece di garantire diritti) possono essere sradicati solo con l’energia di una autentica passione per la giustizia, l’uguaglianza, la fratellanza, la solidarietà, il rispetto…..  

Siamo sognatori e interpreti di questo credere, moralmente e fattivamente impegnati a pensare, a studiare, a lavorare, ad agire per il bene comune, nella tensione continua di capire e approfondire ogni volta, con serietà, competenza e strumenti idonei, le problematiche della nostra comunità per trovare risposte e soluzioni adeguate. 

Ho espresso sempre, nelle circostanze in cui ho avuto l’opportunità di farlo, il mio impegno individuale per la difesa e il rispetto dei diritti civili, a qualunque livello essi si rappresentavano. 

La attuale occasione mi consente, in questa città in cui sono stata testimone diretto molte volte purtroppo di un cattivo agire politico, di congiungere il mio impegno sociale di cittadino e di professionista con quello di molte altre persone con le quali il legame fondamentale (su cui poi si edificano e si esprimono ulteriori condivisioni emotive e contenutistiche) è la appartenenza a quella dimensione dello spirito che si definisce onestà intellettuale ….e pertanto di pensiero e di azione. E di questo tipo di condivisione ci si sente forti ed orgogliosi come di tutte le battaglie per i valori fondamentali che nel corso della storia sono state sostenute e condotte contro i “malaffari” anche a prezzo di grandi sacrifici collettivi e costi personali. 

La nostra rivoluzione coraggiosa per il cambiamento è condotta con armi leali e gentili ma capaci di mettere in luce con forza autentica dove si nasconde un agire strumentale e falsificante; dove la retorica della promessa viene utilizzata per occultare verità e responsabilità.  

Allora è questo tipo di cultura che va mandata sul rogo e non le streghe, ovvero ciò che esse hanno realmente rappresentato in epoche in cui regnavano poteri forti resi ancora più oppressivi dall’oscurantismo, ahimè molto simili a quelli che da alcuni anni subisce la nostra città. 

Si narra infatti che in tempi “oscuri” (c’era una volta….ma qualcuno dice che ancora oggi c’è…) l’empietà, qualità negativa di alcuni apparati di potere e dei loro fautori veniva strumentalmente attribuita alla figura della strega che pertanto assurgeva ad emblema sociale di male e di pericolo.  

Ma le streghe erano in realtà donne, ma non solo, in contatto con i ritmi della natura, nelle sue manifestazioni positive e negative, che non erano schiave nel pensiero e nel comportamento. E questo non era tollerabile allora come non lo è nemmeno adesso per chi, per “regnare sovrano”, fonda il suo potere sulla mistificazione e sul ricatto. 

Questo comportamento oscurantista non è più concepibile, nel terzo millennio, soprattutto nella città delle streghe!  

Il nostro impegno oggi pertanto è rivolto a trovare la strada che permetta ad ogni individuo della nostra comunità di risvegliare la propria coscienza di cittadino detentore di conoscenza, consapevole dei suoi bisogni e della foza del suo pensiero. Ciò affinchè si proclami protagonista del suo divenire e costruttore creativo e libero di una città che diventi un luogo dove i cittadini stessi siano in grado di produrre fattori di benessere per la propria comunità.  

Il nostro impegno è orientato a fare in modo che questa città possa avere e sentire una sua anima, percettibile, vibrante, accogliente. Un’anima di “Strega” che crei campi ed atmosfere in cui le persone non abbiano paura di non farcela a costruire i propri diritti al di fuori della protezione offerta da presunti re leoni (ahimè senza criniera….burattinai?) attraverso false benevolenze ed artate elargizioni di favori. .  

Allora sarà possibile per questa città godere di buona salute fisica e mentale solo se non avrà paura di consentire alle sue streghe curatrici, e perchè no agli stregoni (con cui condividono il potere straordinario di cambiare le cose nel mondo) , così come è voluto dal nostro mito, di propriziarne la fertilità di pensiero e di dar vita a buone azioni.


Guarda gli appelli degli altri candidati della lista
Un'Altra Benevento è possibile - Senso civico


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