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Appello al Prefetto: palazzo Mosti non può essere il comitato elettorale di Sandra Mastella.

Nella sede del Comune di Benevento, il sindaco ha incontrato i rappresentanti di vari enti e società pubbliche per raccomandare sostegno elettorale alla consorte candidata alle Europee

Il Movimento “Altra Benevento è possibile” ha scritto al Prefetto per segnalare il grave episodio e per chiedere che siano “sanzionati adeguatamente tali inqualificabili comportamenti che minano ulteriormente la credibilità delle istituzioni democratiche”

Benevento, 12 aprile 2024  

Al dott. Carlo Torlontano – Prefetto di Benevento

Egregio Prefetto,

segnalo ed allego l’articolo pubblicato ieri, giovedì 11 aprile 2024, a pag. 4 de Il Sannio Quotidiano con il titolo “Noi di Centro rinserra la fila. Mastella ai suoi: l’elezione di Sandra non è impossibile.  Il sindaco fiducioso sul risultato della lista Stati Uniti d’Europa” relativo al un “summit” politico-elettorale per le prossime elezioni al Palamento Europeo, che pare si sia tenuto a palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento.

Il giornalista scrive Manca un mese alla presentazione delle liste, ma Clemente Mastella è già in piena campagna elettorale per l’appuntamento dell’8 e 9 giugno: in pista, è arcinoto, c’è la consorte Sandra Lonardo. Che, a differenza del 2022 alle Politiche, per un seggio è in piena corsa. “E’ sicuramente contendibile”, ha assicurato il sindaco di Benevento che, dopo aver riunito assessori e consiglieri a margine del consiglio di lunedì, ha fatto altrettanto convocando i colonnelli (per la verità, c’era pure qualche caporale ndr.). Scontato l’obiettivo, invitarli alla mobilitazione, sollecitarne l’impegno, indurli a metabolizzare il convincimento che la discesa in campo di Sandra va interpretata come una battaglia di tutti, propria di ciascuno di loro, in quanto in ballo c’è il destino politico dell’intero pattuglione di persone che oggi si ritrovano sotto le insegne di Noi di centro”.

Dall’articolo si apprende che alla riunione erano presenti alcuni assessori e consiglieri comunali insieme a Carmine Agostinelli e Raffaele Del Vecchio che coordineranno le iniziative elettorali di “Noi di Centro” ed “Essere democratici”, movimenti da tempo politicamente associati, ma c’erano anche Nino Lombardi, presidente della Provincia; Giovanni Mastrocinque, presidente di ASEA, società della Provincia per la gestione della Diga di Campolattaro; Pompilio Forgione, Coordinatore del Consiglio di Distretto dell’Ente Idrico Campano; Domenico Russo, presidente della GE.SE.SA.; Domenico Vessichelli, presidente del Consorzio ASI; Domenico Mauro, amministratore delegato della SAMTE.

Siamo francamente basiti: diversi rappresentanti istituzioni e amministratori di società pubbliche hanno partecipato ad un incontro nella sede del Comune di Benevento ma non hanno discusso di temi che attengono alla loro funzione amministrativa (difesa del territorio, servizio idrico, sviluppo sostenibile, occupazione giovanile, valorizzazione dei beni culturali, ecc); hanno invece cominciato ad organizzare la campagna elettorale a favore della signora Sandra Lonardo in Mastella candidata al Parlamento Europeo per “Noi di Centro”.

Si tratta di un episodio molto grave e purtroppo non isolato e perciò chiediamo il suo autorevole intervento affinchè, verificata la attendibilità della notizia, possano essere sanzionati adeguatamente tali inqualificabili comportamenti che minano ulteriormente la credibilità delle istituzioni democratiche.

Grazie per l’attenzione.  

Gabriele Corona, coordinatore del movimento politico “Altra Benevento è possibile”

Nella foto di TV7, Clemente Mastella a palazzo Mosti con il Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi

Le tante stranezze del progetto Malies-Orsoline da € 14,4 milioni

La Commissione di gara di appalto ha attribuito punteggi clamorosamente diversi ai concorrenti per la qualità tecnica delle proposte

Post 12 aprile 2024

Si è conclusa dopo tre mesi la gara per l’aggiudicazione della progettazione esecutiva e la esecuzione dei lavori per la ristrutturazione del Malies, l’ex mercato dei commestibili, e l’attiguo stabile ex Orsoline di via Gaetano Rummo.

Tutta la lunga fase per stabilire la destinazione d’uso delle due aree e degli edifici è stata caratterizzata da molte stranezze, veramente non usuali.

Per il Malies era stato concesso dalla Regione nel 2018 un finanziamento di un milione di euro per la ristrutturazione che in breve tempo avrebbe dovuto consentire di “restituire il mercato alla città” come più volte annunciato dal sindaco Clemente Mastella e dall’assessore Mario Pasquariello.

Ma nonostante l’appalto assegnato ad una ditta casertana, il pagamento dell’acconto e la installazione del cantiere, quei lavori non sono stati mai realizzati.

Nello stabile ex Orsoline si sarebbe dovuto realizzare un Ostello a spese di una piccola società privata beneventana che aveva un capitale sociale di 40 mila euro (pignorati) ma prometteva di investire in città sei milioni di euro.

Anche quella proposta, accolta con soddisfazione dall’amministrazione Mastella nel 2016, servì per acquisire punti e finanziamenti ministeriali destinati al Piano Periferie, ma di Ostello ex Orsoline non si è più parlato.

Nel 2019 quello stabile fu assegnato dal Comune all’Università del Sannio che dopo aver speso un po’ di soldi per lavori rinunciò ad utilizzarlo.

Sono storie assurde, paradossali, inquietanti ed emblematiche delle stranezze che ruotano a Benevento intorno agli appalti per opere pubbliche, sulle quali torneremo.

L’ultimo progetto presentato nel 2021 dal Comune di Benevento riguarda di nuovo l’utilizzazione del Malies come mercato dei prodotti a km 0 e l’edificio ex Orsoline per incubatore d’imprese e residenze destinate soprattutto agli studenti universitari, finanziato con 14 milioni e 400.000 euro da tre ministeri.    

A dicembre 2023 è stata bandita la gara per la progettazione esecutiva e la esecuzione dei lavori che si è conclusa l’8 aprile con l’aggiudicazione alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) costituita CONPAT scarl e dalla I.CO.GE. srl.

Ambedue le società hanno sede a Roma ma al Consorzio CONPAT aderiscono alcune società beneventane tra le quali Costruzioni Generali Izzo, partecipata anche da Antonio Izzo, ex sindaco di Montesarchio.

La Commissione di gara, composta dall’arch. Antonio Iadicicco, dirigente LLPP, l’arch. Antonella Moretti, dirigente Urbanistica e l’ing. Giovanbattista Iorio, tecnico comunale, l’8 aprile con il verbale n.8, ha assegnato alla proposta CONPAT – I.CO.GE. 92,806 punti, un giudiuzio eccellente.

Il secondo classificato, l’ATI capeggiata da Barone Costruzioni, ha ottenuto solo 77,631 punti, poco meno il Consorzio Jonico, il Consorzio Stabile Medil e gli altri cinque concorrenti.

Ma in verità la partita per l’assegnazione dell’appalto si era già chiusa il 29 marzo quando la Commissione aveva assegnato a CONPAT – I.CO.GE. per la proposta tecnica presentata da un gruppo di tecnici non indicati nei verbali, 76,90 punti (il massimo consentito per 9 voci su 13). Invece il diretto concorrente, l’ATI di Barone Costruzioni aveva ricevuto solo 58,13 punti per la proposta presentata dal gruppo di tecnici capeggiati dal prof. Vincenzo Rosiello.

Chiaramente la ATI Barone non avrebbe potuto superare tale divario (quasi 19 punti) neppure con una offerta economica bassissima.  Infatti, il ribasso del 15,77 % rispetto al 7,65% offerto da Consat ha consentito all’ATI Barone di recuperare solo 4 punti.

Come mai una valutazione tanto diversa sulla qualità del progetto esecutivo che non si poteva discostare da quello preliminare posto a base di gara?

Dai verbali non si evince e quindi chiediamo al presidente della Commissione di gara, Antonio Iadicicco, di dare qualche spiegazione perché gli appalti sono materia delicata, come dimostrano anche le recenti notizie di cronaca giudiziaria in Italia, e quindi è necessaria la massima chiarezza.

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”

Pompeo Nuzzolo “I Comuni non sono affatto obbligati ad acquisire quote di Sannio Acque srl”

L’esperto di amministrazione degli Enti Locali contesta il parere della Direzione ‘Ciclo delle acque’ della Regione Campania e ricorda la delibera 81/2023 della Corte dei Conti Campania Post 11 aprile 2024 Da ottobre 2022 l’Ente Idrico Campano insiste per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato (fornitura di acqua e depurazione) di tutta la provincia di Benevento …

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L’EIC non può essere socio di Sannio Acque srl

Assurda la decisione della Direzione Regionale del “Ciclo delle acque” che vuole il Distretto Sannita socio del gestore in rappresentanza dei Comuni

Post 10 aprile 2024

La Direzione Generale “Ciclo Integrato delle Acque e dei Rifiuti” della Regione Campania, con la nota del 3/04/2024, indirizzata al Comune di Benevento, ha rivoluzionato il percorso per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato per la Provincia di Benevento fin qui adottato non solo dal Distretto Sannita e dall’EIC ma anche dalla stessa Regione Campania.

Ricordiamo infatti che il Presidente della Regione in data 4/01/2023, proprio a seguito di istruttoria di quella Direzione Generale aveva diffidato i Comuni sanniti ad assumere i provvedimenti relativi alla costituzione della società cui affidare il Servizio Idrico Integrato e a farli pervenire entro il 20/01/2023.

Adesso il Direttore di quella Struttura operativa regionale stravolge le prescrizioni impartite dal Presidente De Luca e afferma che l’assunzione delle partecipazioni o la costituzione della nuova società per la gestione del Servizio Idrico Integrato devono essere ricondotte all’ente di governo dell’ambito e non più ai singoli Comuni!

E’ infatti l’Ente di governo dell’Ambito, come si legge della lettera del 3 aprile, che “dovrà trasmettere l’atto deliberativo di costituzione della nuova società alla competente Sezione della Corte dei Conti”, perchéIl Direttore “Ciclo delle acque” ritiene sia esclusa espressamente l’approvazione da parte dei singoli Comuni delle delibere di adesione o di costituzione della società Sannio Acque.

Tutto da rifare insomma: non solo lo Statuto ma anche la stessa composizione di Sannio Acque srl, la  società a capitale misto pubblico privato, della quale solo  l’Ente di Governo dell’ambito sarebbe il socio pubblico di maggioranza.

Sopraggiungono però molti dubbi sulla validità di questa novella direttiva: infatti  l’Ente di governo d’ambito, ovvero il Consiglio di Distretto Sannita, è solo un organo dell’EIC  – Ente Idrico Campano – pertanto, come e da chi verrà sottoscritta la quota di maggioranza del capitale della società Sannio Acque?

Neppure si può pensare che il Direttore intenda riferirsi all’EIC quale socio di Sannio Acque srl perchè tra le competenze di questo Ente vi è l’affidamento del Servizio che non potrebbe essere assegnato ad una società della quale detiene la maggioranza del capitale!

E comunque, anche in questa assurda ipotesi non si comprende quali sarebbero le modalità di sottoscrizione del capitale e le modalità di partecipazione dei singoli Comuni, che, secondo la nota regionale del 3 aprile, si ritroverebbero soci di Sannio Acque srl senza aver mai deliberato in tal senso.

Attendiamo pertanto, con curiosità, di leggere il nuovo Statuto della società che dovrebbe gestire il Servizio Idrico Integrato in tutta la provincia che proprio la Direzione Generale “Ciclo integrato delle acque e dei rifiuti” si accinge a predisporre con il connesso annullamento di fatto di tutto il contorto e non condiviso percorso fino a qui definito dall’EIC e dalla stessa Regione.

Avv. Sandra Sandrucci, Altra Benevento è possibile”


Acrobazie della Regione Campania: alla Sannio Acque srl deve aderire l’EIC in rappresentanza dei Comuni

Il frastornato Pompilio Forgione e i “signori dell’acqua” del Consiglio di Distretto Sannita dell’Ente Idrico Campano approveranno altre delibere sbagliate

Post 9 aprile 2024

E’ un colossale pasticcio quello prodotto finora dall’Ente Idrico Campano per la costituzione di Sannio Acque srl, la società mista pubblico-privata che dovrebbe gestire il servizio idrico integrato (fornitura di acqua e depurazione) in tutta la provincia di Benevento.

Gli atti finora prodotti per imporre ai Comuni l’adesione alla società sono stati impugnati dinanzi al TAR dal Comune di Baselice e intanto censurati dalla Corte dei Conti e quindi la Regione Campania non ha potuto bandire da gara per individuare il soggetto privato che dovrebbe partecipare con il 45% del capitale ma con ampi poteri di gestione che di fatto vanificano il controllo pubblico maggioritario.

Lo spiega in una nota del 3 aprile il Direttore del Ciclo Integrato delle Acque della Regione, Antonello Barretta, il quale annuncia al Comune di Benevento che lo Statuto deve essere rifatto e approvato dal Consiglio di Distretto Sannita.

Barretta poi si avventura in una contorta interpretazione della Sentenza del Consiglio di Stato n. 7476/2021 che, secondo lui, avrebbe stabilito che i Comuni devono aderire obbligatoriamente alla società e quindi sarebbero inutili le delibere dei vari Consigli Comunali.

In realtà la sentenza citata non si riferisce alla adesione diretta dei comuni alle società a capitale misto pubblico-privato ma Barretta tenta disperatamente di aggirare i consigli comunali che dopo le delibere approvate su richiesta del coordinatore di distretto Sannita EIC, Pompilio Forgione, censurate dalla Corte dei Conti, non vogliono più approvare ulteriori atti.

E allora, chi dovrà sottoscrivere le quote pubbliche fino al 55% del capitale sociale di Sannio Acque srl ?

Nella lettera della Direzione Ciclo delle Acque della Regione si legge: “in materia di gestione del Servizio Idrico Integrato la norma di cui all’art. 5, comma 3 del D.Lgs 175/2016 deve essere interpretata nel senso di ricondurre le relative prescrizioni in capo all’ente di governo d’ambito che dovrà trasmettere l’atto deliberativo di assunzioni di partecipazioni o di costituzione della nuova società alla competente Sezione della Corte”.

Quindi, pare proprio che secondo la Regione, debba essere il Consiglio di Distretto Sannita a deliberare l’adesione alla società Sannio Acque in rappresentanza dei singoli comuni del Sannio.

E’ l’ennesima clamoroso colpo di scena dell’iter che secondo l’EIC e il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, avrebbe dovuto condurre nel 2023 a costituire il nuovo gestore idrico della provincia di Benevento e che invece si è impantanato.

Vedremo prossimamente quale delibera proporrà il frastornato Pompilio Forgione ai 30 “signori delle acque” cioè i componenti del Consiglio del Distretto Sannita.

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”


“Un governo democratico della città considera gli interessi di tutti”

Un nuovo commento dell’avv. Gino De Pietro sulla recente immotivata chiusura di tutte le scuole di Benevento

Post 8 aprile 2024

In merito alla recente sospensione della fornitura idrica alla parte alta della città, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella ha dichiarato alla stampa di aver chiesto alla Regione Campania di non effettuare durante il fine settimana i lavori di riparazione dell’acquedotto del Biferno per non danneggiare i ristoratori.

Con una ordinanza del 24 marzo Mastella aveva disposto per i giorni 5 e 6 aprile la chiusura delle scuole della parte alta della città ma poi con una nuova ordinanza “contingibile ed urgente” del 4 aprile ha chiuso anche le scuole della parte bassa della città con motivazioni stravaganti.

Dopo le critiche di Altra Benevento e il primo comunicato dell’avv. Gino De Pietro, l’ex Ministro della Giustizia ha dichiarato a Il Mattino che lo ha fatto su richiesta di una studentessa.

Sabato scorso Mastella ha inviato alla stampa un comunicato trionfante perchè sono durati meno del previsto i lavori all’acquedotto regionale necessari per consentire la costruzione dell’Alta Velocità Ferroviaria (ma non erano lavori del Comune) e per ricordare che la nuova linea ferroviaria consentirà di giungere a Roma in meno tempo.

Oggi l’avv. Gino De Pietro ci ha fatto giungere un nuovo commento che pubblichiamo integralmente.

Dalle dichiarazioni del sindaco di Benevento pubblicate nei giorni scorsi dalla stampa locale, compresa quella parte che, con un impareggiabile senso del giornalismo, ha omesso di dare notizia delle ragioni per cui il sindaco rilasciava le dichiarazioni, è emerso che:

  • si deve al sindaco il fatto che i lavori relativi alla condotta idrica siano stati anticipati dal fine settimana al giovedì pomeriggio per cui la chiusura delle scuole e degli asili interessati dall’interruzione idrica per i giorni 5 a 6 aprile (venerdì e sabato) disposta il 25 marzo 2024 è stata determinata esclusivamente dalla sua scelta e non da fatti oggettivi;
  • si deve ad UNA studentessa abitante nel suo parco – e dobbiamo arguire assai simpatica a Mastella – se sono state chiuse, con provvedimento giunto nel tardo pomeriggio del giovedì, anche tutte le scuole e gli asili di Benevento non interessati dall’interruzione idrica, senza un adeguato preavviso, danneggiando studenti e famiglie;
  • non si deve al sindaco se i lavori si sono conclusi anzitempo ma alla solerzia degli addetti dell’azienda che li ha realizzati cui va un attestato di stima esteso agli operai che solertemente hanno operato;
  • si deve al sindaco di non aver riaperto le scuole per il sabato, pur essendosi acclarato che la fornitura sarebbe stata ripristinata;
  • non si deve al sindaco se i cittadini di Benevento impiegheranno meno tempo per recarsi in treno a Napoli, a Roma o a Bari. La favoletta della rana di Fedro esime da ogni ulteriore commento;
  • al sindaco sfugge – come cosa di scarsa importanza per lui – che il sabato sono aperte molte scuole, tra cui tutti gli istituti superiori;
  • al sindaco non sfugge mai l’interesse di alcune categorie di attività – ristoranti, bar e cantine;
  • al sindaco sfugge che lui non è il segretario dell’assoristoranti o della confederazione bar e cantine, ma il sindaco di un capoluogo di provincia, per cui deve comportarsi nell’interesse della comunità dei cittadini e non di una sola esigua parte di essi;
  • il sindaco ignora che nei capoluoghi di provincia hanno sede tutti gli istituti superiori (licei, istituti tecnici e professionali) e che questi fanno lezione anche di sabato;
  • il sindaco non considera mai gli interessi preminenti degli studenti, titolari del diritto allo studio costituzionalmente garantito e prevalente rispetto all’interesse di una sola, ristretta categoria di operatori commerciali;
  • il sindaco ignora gli interessi di tutte le altre categorie di cittadini diversi da ristoratori, bar e affini, che considera immeritevoli di ogni tutela;
  • il sindaco non dà ascolto neanche ai suoi stessi dirigenti!

E’ il caso che il sindaco prenda atto del fatto che il feudalesimo a Benevento è terminato molti secoli orsono e che un governo democratico della città implica la considerazione degli interessi di tutti i cittadini, in particolare dei giovani, titolari del fondamentale diritto allo studio, costituzionalmente garantito, e di tutte le categorie di imprenditori, professionisti e lavoratori.

La città attende da lui una solenne promessa: “Non lo faccio più”. Non si accontenterà di qualcosa di meno.

Gino De Pietro


A Benevento il Podestà chiude tutte le scuole su richiesta di UNA studentessa “saggia”

Mastella ha interrotto un pubblico servizio con motivazioni squilibrate e nessuna Autorità superiore interviene

Comunicato stampa del 6 aprile 2024

Il sindaco di Benevento, on. Mario Clemente Mastella, giovedì pomeriggio con una Ordinanza “contingibile ed urgente” ha chiuso improvvisamente tutte le scuole pubbliche e private della parte bassa della città creando gravi disagi a centinaia di famiglie.

Molti studenti che non hanno ricevuto in tempo notizia della disposizione sindacale, ieri sono andati a scuola normalmente ma hanno trovato l’edificio chiuso.

Che cosa è accaduto di tanto grave da convincere Mastella a modificare all’ultimo momento la sua precedente ordinanza con la quale aveva disposto la chiusura nei giorni 5 e 6 aprile solo delle scuole della parte alta che per la prevista interruzione del servizio idrico dal Biferno non avrebbero consentito il regolare funzionamento dei servizi igienici?

Perché chiudere “urgentemente” anche quelle dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà che hanno continuato a ricevere acqua normalmente dai pozzi di Pezzapiana, senza interruzioni?

Nella Ordinanza il sindaco fa solo riferimento alla necessità di garantire le condizioni minime di igiene e sanità pubblica su tutto il territorio, che la prevista interruzione idrica potrebbe compromettere” perché qualcuno gli aveva manifestato il disagio derivante da tale prolungato disservizio, connesso alla oggettiva impossibilità di svolgere, con la dovuta cura, le quotidiane azioni di igiene personale”.

Insomma, secondo il sindaco gli studenti che abitano nella parte alta della città con l’acqua raccolta a casa prima della interruzione idrica e con quella delle autobotti non avrebbero potuto lavarsi quanto basta per andare a scuola e ciò non avrebbe “garantito le condizioni minime di igiene e sanità pubblica”.

Quindi, gli studenti “poco lavati” avrebbero compromesso l’igiene della intera scuola, anche quelle frequentate in grande maggioranza da studenti della parte bassa “normalmente” lavati.

Sono davvero cose da pazzi!

Se questo fosse una motivazione sufficiente per interrompere un pubblico servizio, il sindaco avrebbe dovuto chiudere in casa tutti gli abitanti della parte alta, anch’essi poco lavati, che invece sono andati a lavoro normalmente, con il pericolo di compromettere “le condizioni minime di igiene e sanità pubblica su tutto il territorio”.

Possibile che in questa città Mastella può interrompere un pubblico servizio con motivazione tanto squilibrate?

Che ne dice il Prefetto? 

Quale “autorità” locale o funzionario pubblico ha proposto o consigliato quella Ordinanza ?

Oggi con una dichiarazione a il Mattino, l’ex ministro della Giustizia, spiega: “Sulla chiusura delle scuole ho avuto anche un litigio amichevole con i dirigenti comunali, perché sin da subito ho manifestato l’intenzione di chiuderle tutte ma poi mi sono lasciato convincere. Quando però ho incontrato una studentessa che mi ha detto, sindaco io abito dalle sue parti (Parco Edilville n.d.r.) e non avendo l’acqua a casa, come faccio ad andare a scuola, ho ritenuto opportuno chiuderle tutte. La saggezza di questa ragazza è stata fondamentale”.

E’ davvero incredibile che un sindaco, pubblico ufficiale, autorità sanitaria locale, possa decidere di chiudere le scuole all’ultimo momento creando disagio a centinaia di famiglie e negando il diritto allo studio di centinaia di studenti “normalmente lavati”, per evitare ad UNA studentessa “saggia” che non ha avuto l’accortezza di raccogliere acqua per lavarsi a sufficienza, di compromettere “le condizioni minime di igiene e sanità pubblica”.

Come ha ricordato ieri l’avv. Gino De Pietro con una nota alla stampa, a Pioltello (Milano) la chiusura di una sola scuola per un solo giorno ha creato una polemica politica in tutta Italia per una settimana, invece il sindaco Mastella chiude una decina di scuole con motivazioni strampalate e qui non succede nulla.

E’ Autonomia Differenziata anche quella che consente ad un sindaco, ex ministro della Giustizia, di amministrare come un Podestà, mentre gli amministratori di altre città del nord o del sud ancora devono dare conto del loro comportamento a qualche autorità superiore o a qualche magistrato.

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”


Oggi i bambini della parte alta della città puzzano più dei loro genitori

Il sindaco Mastella ne ha combinata un’altra delle sue: ha chiuso tutte le scuole della città con motivazioni strampalate. Il commento di Gino De Pietro

Da tempo era annunciata per ieri e oggi la interruzione del servizio idrico alla parte alta di Benevento per lavori all’acquedotto che porta in città l’acqua del Biferno.

Di conseguenza il sindaco Mastella con una ordinanza del 25 marzo aveva disposto la chiusura solamente delle scuole dei quartieri che in questi due giorni non avrebbe avuto l’acqua con i connessi problemi di carattere ingienico sanitario.

Quindi sarebbero rimaste aperte le scuole dei rioni Ferrovia, Centro Storico, Libertà e contrade limitrofe perchè ricevono acqua dai pozzi di Pezzapiana, senza interruzione.

Ieri pomeriggio, però, Mastella si è smentito e con una Ordinanza pubblicata all’Albo Pretorio del Comune pochi minuti prima della interruzione idrica, ha imposto la chiusura di tutte le scuole della città, anche quelle della parte bassa non interessate alla sospensione del servizio idrico e che avrebbero garantito il regolare funzionamento dei servizi igienici.

Cosa è accaduto di tanto grave ed improvviso da giustificare una nuova Ordinanza per evitare la regolare attività didattica senza neppure consentire alle famiglie di organizzarsi in tempo?

In realtà non è accaduto nulla di grave!

Lo stesso Mastella, infatti nella sua ordinanza accenna a presunti problemi igienici per gli studenti che abitano nella parte alta della città e che, senza la regolare fornitura idrica, non avrebbero potuto lavarsi con cura.

Incredibile!

Secondo il sindaco le famiglie di viale Mellusi, viale Atlantici, Pacevecchia, Capodimonte e contrade limitrofe, pur sapendo da tempo che oggi sarrebe mancata l’acqua non si sono organizzate per garantire comunque ai propri figli di lavarsi almeno per evitare di puzzare al punto da non poter freqentare le lezioni con altri bambini?

Invece i genitori o i fratelli maggiori, senza lavarsi sono andati a lavoro con le ascelle puzzolenti negli uffici, in fabbrica, spalla a spalla con altri lavoratori, magari per svolgere attività (medici, infermieri, ecc) che impongono particolare cura igieico sanitaria?

Ovviamente gran parte degli studenti sono contenti per il giorno di “festa” regalato dal sindaco, ma non votano e quindi ci sarà poco ritorno elettorale.

Invece votano quei professori delle scuole della parte bassa della città che dimenticando il loro ruolo di educatori ringraziano il sindaco che gli ha consentito di rimanere a casa senza ragione.

Di seguito pubblichiamo un intervento dell’avv. Gino De Pietro a commento della Ordinanza di Mastella.

Oggi e domani nella città di Benevento, capoluogo di provincia della regione Campania, sono chiuse per ordine del sindaco di Benevento Mastella le scuole di ogni ordine e grado e gli asili pubblici e privati con ordinanza emessa nel tardo pomeriggio di ieri 4 aprile 2024.

Con ordinanza del 25 marzo 2024 erano state chiuse solo le scuole e gli asili interessati all’interruzione del servizio idrico a causa dei lavori sulla nuova linea ferroviaria A.V. Napoli Bari.

Senonchè il sindaco facendo riferimento, nella motivazione, al fatto che erano “pervenute molte istanze da parte dei cittadini, che vivono nei quartieri interessati dall’interruzione idrica, i quali hanno manifestato il disagio derivante da tale prolungato disservizio, connesso alla oggettiva impossibilità di svolgere, con la dovuta cura, le quotidiane azioni di igiene personale; tale disagio riguarda, in modo particolare, le famiglie numerose, con presenza di più figli in età scolare”, ritenuto di condividere queste non meglio specificate istanze e di salvaguardare l’igiene pubblica, ha chiuso tutte le scuole e gli asili della città anche non interessati dall’interruzione del servizio idrico.

Letta la ordinanza qui pubblicata, si osserva in merito che:
il momento in cui l’ordinanza è stata emessa, il pomeriggio inoltrato del giorno precedente alla chiusura delle scuole, è scelto per evitare ogni possibile opposizione o protesta preventiva all’esecuzione o anche qualche ricorso giudiziario e fa parte di un costume poco commendevole in un paese civile e democratico;

la chiusura delle scuole e degli asili non interessati dall’interruzione del servizio idrico è assolutamente ingiustificata e non risponde ad alcun criterio logico di valutazione dei fatti;

non risulta che ci sia stata alcuna pubblica protesta per la mancata chiusura delle scuole non interessate dall’interruzione idrica segno che i cittadini appaiono condividere il semplice ragionamento logico qui svolto a differenza del sindaco;

nella motivazione del provvedimento non è riportata alcuna specifica istanza per cui è necessario, anche da parte delle autorità competenti, procedere ai necessari accertamenti della effettività di tale assunzione;

non è dato capire quale sia l’igiene che il citato provvedimento sia destinato a salvaguardare, atteso che, certamente, e senza bisogno dei paternalistici consigli del prefato sindaco, ogni famiglia avrà provveduto a raccogliere in appositi contenitori l’acqua necessaria alle pulizie personali, allo scarico dei bagni e alla cucina, per cui i ragazzi si sarebbero certamente recati a scuola puliti e in ordine se solo il sindaco non avesse chiuso le scuole;

a seguire l’arzigogolo del sindaco allora oggi e domani tutti i lavoratori che abitano nelle zone interessate dall’interruzione idrica si sono recati e si recheranno a lavoro sporchi e in disordine senza che lo stesso abbia provveduto in merito;

in sintesi il sindaco, senza alcuna necessità, senza alcun rispetto del diritto allo studio, senza alcun effettivo bilanciamento degli interessi, tra cui quello costituzionalmente protetto del diritto allo studio, ha chiuso le scuole per due giorni danneggiando gli studenti, depauperati di due giornate di scuola, e le famiglie.

A Pioltello, per un giorno di scuola perso, in una sola scuola, “causa Ramadan” – poi si è scoperto che non si trattava altro che di uno dei giorni a discrezione dell’istituto – si è agitata l’Italia intera per una settimana e più, si spera che questa ennesima chiusura indebita delle scuole di Benevento da parte del sindaco Mastella non resti avvolta nel silenzio e venga adeguatamente messa in luce nella sua gravità.
Gino De Pietro


Acqua al tetracloroetilene ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico

Che fine ha fatto lo studio dell’Università del Sannio, pagato dal Comune, sulla presenza del pericoloso inquinante nella falda ?

Comunicato stampa del 4 aprile 2024

Dalle ore 16 di oggi è stato interrotto il servizio idrico alla parte alta della città per lavori all’acquedotto campano che fornisce acqua del Biferno, ma Comune e Gesesa non hanno spiegato che in quella ancora erogata nei quartieri Libertà, Ferrovia e centro storico, benché potabile, è presente il tetracloroetilene oltre la soglia di contaminazione.

Infatti, i dati forniti da Gesesa nel mese di marzo confermano la concentrazione del pericoloso inquinante nei pozzi di Pezzapiana ben oltre il limite di 1,1 microgrammi/litri.  

Normalmente agli abitanti della parte bassa della città viene servita acqua dei pozzi miscelata con quella del Biferno per abbassare il livello di contaminazione, ma tra oggi e domani sarà erogata solo quella della falda cittadina, notoriamente di scarsa qualità.

La presenza del tetracloroetilene oltre la soglia di contaminazione, denunciata da Altra Benevento dal 2018, si conferma tuttora e nessun ha ancora spiegato cosa ha provocato il picco oltre la soglia di potabilità di novembre 2022.

In quella occasione il sindaco Mastella, dopo i dubbi e le contestazioni sui dati forniti da ARPAC e ASL, annunciò con un comunicato ufficiale del 27 novembre, che “è in corso un accertamento da parte del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli studi del Sannio al fine di analizzare meglio quanto accaduto”.

A quale “accertamento in corso” si riferiva il sindaco?

Con i docenti del dipartimento di Scienze di Unisannio c’era stato solo un incontro il 24 novembre a seguito del quale la Giunta Comunale con la delibera n. 247 del 13 dicembre 2022 gli conferì l’incarico per un “supporto scientifico specialistico in ambito idrogeologico”.

Con la convenzione firmata pochi giorni dopo il Dipartimento Scienze e Tecnologie coordinato dal prof. Pasquale Vito si impegnò a garantire entro 12 mesiattività di ricerca finalizzate allo studio idrogeologico del territorio di Benevento interessato dalle opere di captazione delle sotterranee utilizzate per la fornitura idrica, anche con riferimento ai potenziali e recenti episodi di contaminazione delle acque”.

I dodici mesi sono trascorsi abbondantemente ma il sindaco Mastella non ha dato alcuna notizia sui risultati dello studio di Unisannio che avrebbe dovuto spiegare, finalmente, il mistero del tetracloroetilene nell’acqua servita alla parte bassa della città.

Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie ha completato il lavoro? 

Il Comune ha pagato i 10.000 euro previsti dalla convenzione?

Ne sanno qualcosa i consiglieri comunali, anche di opposizione, perennemente impegnati a discutere nelle costosissime commissioni?

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”

La bufala del direttore de Il Mattino: 50.000 turisti a Benevento in due giorni

Il giornalista esagera e scrive: nel week di Pasqua, 50.000 “presenze” in tutto il Sannio; il direttore invece li ha visti tutti a Benevento città

Comunicato stampa del 2 aprile 2024

Il Mattino di Benevento si conferma giornale che spesso spara titoli sbagliati che non hanno nessuna attinenza con la realtà e neppure con il contenuto degli articoli che pubblica.

Oggi si è superato con il titolo “Il turismo bacia il Sannio- In cinquantamila per le strade del centro” e con la locandina consegnata alle edicole “Boom di turisti 50 mila in città”.

E’ una bufala colossale !

Cinquantamila turisti in giro per le strade di Benevento (città da 58.000 abitanti) sono una esagerazione assoluta, un numero impressionante che, ovviamente, nessuno ha visto, neppure tra i giornalisti.

Gazzetta di Benevento, ad esempio, titola “E’ stato un Lunedi’ in Albis, di Pasquetta, senza grosse presenze turistiche nella nostra citta’. Gruppi organizzati non se ne sono visti e le guide della Pro-Loco ‘Samnium’, ci ha detto il presidente Pino Petito, sono rimaste con le braccia conserte”.

Ma in verità, il clamoroso errore de Il Mattino non si può addebitare al giornalista che ha firmato l’articolo il quale, nonostante l’enfasi eccessiva dei pochi intervistati, a proposito di numeri ha scritto “Difficile fare i calcoli al millesimo, ma complessivamente si calcona che nel comprensorio ci siano state circa 50.000 presenze a partire da sabato scorso”

Quindi, 50.000 presenze in tre giorni, nel “comprensorio” cioè in tutta la provincia, calcolando anche i pellegrini a Pietrelcina, i beneventani che sono andati negli agriturismo “fuori porta” oppure in montagna, nei boschi e lungo i fiumi per la scampagnata.

E quindi, come gli è venuto in mente al direttore casertano della redazione beneventana del Mattino di mettere un titrolo sbagliato e diffondere una locandina per sparare la notizia “50 mila turisti in città” che potrebbe indurre gli amministratori locali ad attribuirsi meriti che non hanno per lo sviluppo turistico che non c’è?

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile

Sede
Via G. Vitelli 90
82100 Benevento

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