L’ARPAC non comunica i risultati degli esami, tacciono la ASL, i sindaci e gran parte dei politici e dei giornalisti. Noto da anni lo scarico illecito in fogna oggetto di indagine della magistratura dal 2022
Comunicato stampa del 24 luglio 2025
Tra l’undici e il quattrordici luglio quasi diecimila litri di liquami puzzolenti e velenosi sono stati scaricati nel torrente Sassinora, hanno ucciso tonnellate di pesci e inquinato un’area vasta con effetti visibili fino alla diga di Campolattaro.
La Procura della Repubblica ha finora sequestrato solo un tubo utilizzato dal Centro di Compostaggio rifiuti della ditta New Vision, per scaricare illecitamente reflui nella fogna comunale e quindi nel depuratore.
Il sindaco del Comune di Sassinoro, Luca Apollonio, con la Ordinanza n. 10 del 16 luglio ha disposto “in via preventiva e cautelativa nell’attesa degli esiti degli esami attivati dall’Arpac, il divieto di utilizzo per qualsiasi uso delle acque del torrente Sassinora a valle dell’impianto di depurazione di Sassinoro e dei pozzi situati a meno di 100 metri dal torrente con obbligo di vigilanza degli animali di proprietà affinché non si abbeverino alle acque del torrente”.
Lo stesso giorno con Ordinanza n. 11, Apollonio ha imposto alla società New Vision “la rimozione, l’avvio a recupero o lo smaltimento dei rifiuti liquidi immessi nella rete fognaria comunale, e attraverso essa nel depuratore del PIP in loc. Pianelle e nel tratto di circa 150 metri del torrente Sassinora sito nel Comune di Sassinoro a valle di detto impianto di depurazione ed a provvedere, altresì, ripristino dello stato dei luoghi”.
Naturalmente i reflui tossici non si sono fermati al confine comunale, 150 metri dal depuratore, sono arrivati anche nel territorio di Morcone (hanno ucciso le trote del vivaio) ma il sindaco di quel Comune non ha ordinato la bonifica alla New Vision, limitandosi ad avvisare la popolazione con ordinanza n. 27 del 16 luglio di non usare l’acqua del torrente e quella dei pozzi vicini.
Da allora sono trascorsi 8 giorni ma nessun altro provvedimento è stato emesso dai Comuni della zona o dalla ASL mentre rimangono ignoti i risultati degli esami fatti dall’ARPAC.
Possibile che l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale della Campania non ha ancora concluso i suoi accertamenti ? Possibile che abbia consegnato i risultati solo alla Procura della Repubblica, senza considerare le competenze dei Comuni ? Possibile che i sindaci siano rimasti inattivi dimenticando le loro responsabilità anche come “autorità sanitarie” ?
Sta di fatto che, come normalmente accade nella “provincia tranquilla”, con il solito “gioco delle parti” si tenti di nascondere l’ennesimo disastro con la complicità di autorità distratte, giornalisti agli ordini del potente e partiti abituati a coprire imprenditori senza scrupoli, amministratori collusi, adepti, amici e parenti coinvolti.
Speriamo che almeno i magistrati della Procura della Repubblica possano accertare velocemente le cause del recente disastro ambientale di Sassinoro e le eventuali omissioni da parte di pubblici ufficiali, anche per il famigerato tubo abusivo, conosciuto da anni, per gli scarichi illeciti nella fogna e oggetto di altro procedimento penale dal 2022.
Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”

