Il rischio del depuratore unico e le soluzioni

Un solo grande depuratore è molto impattante e rischioso, è possibile invece un sistema efficiente di trattamento delle acque reflue conforme alle normative europee. 

L’amministrazione Mastella ha più volte annunciato di avere avviato a veloce soluzione il problema “depuratore” ma in cinque anni ha solamente fatto e disfatto progetti ed ha perfino aggiudicato la gara per la redazione del progetto preliminare e definitivo senza nemmeno avere la più pallida idea di quanti impianti occorre realizzare, dei siti dove collocarli e soprattutto dei sistemi da utilizzare.

Altrabenevento ha ribadito nel corposo dossier presentato nel 2009 e anche recentemente che è sbagliato pensare ad un solo depuratore perché va studiato e risolto “il sistema della depurazione” soprattutto in riferimento alla natura collinare del territorio cittadino che comporta lo sversamento delle acque reflue in almeno 18 sbocchi fognari nei fiumi Calore e Sabato, nei torrenti San Nicola e Serretelle e in altri corsi d’acqua. 

Pensare di collegare tutti gli scarichi fognari in un solo collettore per convogliare i reflui in un solo grande depuratore è estremamente costoso (pompe di sollevamento, attraversamento dei corsi d’acqua, chilometri di tubazioni, ecc,) e molto rischioso in caso di guasti. 

Ma l’amministrazione Mastella non ha voluto sentire ragioni e quindi prima ha scelto di costruire il depuratore in contrada Marziotta, in zona franosa sulla sponda sinistra del Calore, poi ha optato per Sant’Angelo a Piesco sulla sponda destra dello stesso fiume, quindi ha ipotizzato di aggiungere altri due impianti, uno a Santa Clementina e l’altro nell’ansa fluviale di fronte al cimitero, ambedue in area archeologiche. 

Infine, dopo cinque anni trascorsi inutilmente a rincorrere ipotesi di collocazioni impossibili, l’amministrazione Mastella è tornata a considerare l’idea di un solo grande depuratore da realizzare vicino alla stazione di Vitulano, a 6 chilometri dalla città su un sito che già presenta diversi problemi anche connessi alle opere per l’Alta Capacità ferroviaria. 

Bisogna invece rinunciare all’idea del solo grande depuratore e potenziare i tre depuratori esistenti a servizio di Pacevecchia, Capodimonte e Ponte Corvo ; usare anche quello del Consorzio ASI, come proposto anche dalla Gesesa, per trattare i reflui di 30.000 abitanti, già pronto e funzionante; verificare la possibilità di rendere funzionale il depuratore di contrada Olivola ed infine aggiungere alcuni piccoli depuratori che utilizzino tecniche più moderne quali la fitodepurazione o impianti di raffinazione che consentono di convertire sostanze di scarto in prodotti utili e riutilizzare le acque reflue per usi irrigui dopo trattamento e controllo, come previsto dal Regolamento europeo n.2020/741.

Sono proposte ragionevoli, avanzate anche da autorevoli esperti sula base di esperienze già realizzate con successo in altre realtà simili alla nostra. 

Con Altra Benevento è possibile per restituire ai nostri fiumi la loro funzione di arterie vive della città.

Sandra Sandrucci e Gabriele Corona, candidati nella lista “Altra Benevento è possibile – Senso Civico” a sostegno di Angelo Moretti sindaco



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