Gabriele Corona non ha diffamato la Camera del Commercio (nella foto il presidente Antonio Campese).

Archiviate due querele. Finisce così la polemica “Omm e panza, omm e sostanza” . Il termine “corrotti” rivolto genericamente ad amministratori pubblici non è una diffamazione.

Comunicato stampa del 14 febbraio 2022

Sono state archiviate prima dal GIP su richiesta del PM e poi dal Giudice Monocratico del Tribunale di Benevento le due querele per diffamazione presentate dagli amministratori della Camera del Commercio a febbraio 2020 (nella foto il presidente, Antonio Campese) contro di me per un comunicato relativo alla polemica sorta tra la giornalista Teresa Ferragamo e il direttore generale della Camera del Commercio allora in carica, Roberto Pierantoni, in merito ad un finanziamento per la promozione di vini sanniti.

Nella nota inviata alla stampa il 6 novembre 2019 nella qualità di presidente della associazione Altranevento, avevo scritto “sono diventati scomodi i giornalisti che non si limitano a porgere il microfono e raccogliere pubblicità ma si permettono di ricordare agli amministratori il dovere di rendere noti gli atti di gestione. Questa è la ragione fondamentale della scomposta ed inaccettabile reazione di Roberto Pierantoni che ha scantonato quando Teresa gli ha fatto notare che sul sito della Camera di Commercio gli atti vengono pubblicati con grande ritardo, nonostante le norme sulla trasparenza.”

Il direttore della CCIAA inviò ad Altrabenevento e alla stampa una lunga nota per annunciare querele perché sosteneva, tra l’altro, di essere stato offeso dalla Ferragamo che lo aveva definito panciuto”.

Risposi con un invito a sdrammatizzare: “Suvvia, caro Pierantoni, non siamo ridicoli! Alla nostra età la pancetta ci crea problemi, soprattutto quando ce la fa notare qualche giovane donna, ma di certo non basta a giustificare una querela per diffamazione. E poi, illustre direttore generale, dopo le sue dotte citazioni di Turati, Oscar Wilde, Chladenius, mi consenta di ricordarle un detto popolare delle nostre parti: “Omm’ e panz’, omm’ e sostanz’ ! “. Caro Pierantoni, stiamo alla sostanza, appunto, cioè alla pubblicazione degli atti sul sito della Camera del Commercio e alla concessione di contributi per le varie manifestazioni.”

Il direttore Pierantoni rinunciò a far valere le sue ragioni in Tribunale ma dopo alcuni mesi, a febbraio 2020, furono presentate due querele, redatte dall’avv. Paola Porcelli, su incarico di Antonio Campese, Michele Pastore, Gianluca Alviggi, Antonio Catalano e Aurelio Grasso, amministratori della CCIAA per il reato di Diffamazione.

In sintesi i querelanti respingevano le critiche relative alla tardiva pubblicazione di atti sul sito della Camera del Commercio e si lamentavano per la pubblicazione sul sito della testata Sanniopage della frase a me attribuita “per i corrotti i giornalisti sono scomodi”.

L’avv.  Paola Porcelli mi definivanoto polemista locale, non nuovo a simili condotte” dimenticando di aggiungere che però non sono mai stato condannato per tali “polemiche” e poi attribuiva al sito Altrabenevento.org la qualifica di “portale che si è caratterizzato negli anni per una serie di iniziative presentate come a tutela della legalità ma rivelatesi inconsistenti ed infondate in numerose occasioni”, senza spiegare quali particolari vicende ricorda con tanto fastidio.

In data 9 ottobre 2020 il Pubblico Ministero, dott.ssa Maria Gabriella Di Lauro, anche a seguito dei chiarimenti da me forniti alla Polizia Giudiziaria con l’assistenza del mio legale, avv. Nunzio Gagliotti, ha chiesto l’archiviazione del procedimento a mio carico perché le espressioni critiche da me usate erano state aspre ma non diffamanti, sottolineando che “l’espressione ‘per i corrotti i giornalisti sono scomodi’ risulta diretta ad una generalità di amministratori pubblici, circostanza che non può ritenersi perciò diretta ad offendere la reputazione degli attuali esponenti”.

Contro la richiesta di archiviazione del PM,  l’avv. Porcelli sempre a nome degli amministratori della CCIAA, ha presentato ricorso che però è stato respinto dal GIP, dott.ssa Loredana Camerlengo perché la notizia di reato è infondata;  contro tale decisione è stato presentato Reclamo da Campese, Pastore, Alviggi, Catalano e Grasso, respinto perché “infondato” dalla dott.ssa Daniela Fallarino la quale, lo scorso 8 febbraio la “confermato l’ordinanza di archiviazione del GIP e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese”.

Probabilmente Antonio Campese, Michele Pastore, Gianluca Alviggi, Antonio Catalano e Aurelio Grasso presenteranno Ricorso in Cassazione contro questa decisione ma mi auguro che intanto provvedano a pagare di tasca, per quanto di competenza, le spese di giudizio e l’onorario all’avv. Paola Porcelli.

Gabriele Corona, movimento politico “Altra Benevento è possibile”

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