Acea-Gesesa privatizza tutta l’acqua del Sannio, gravissimo accordo tra sindaci PD e Mastella

Un accordo trasversale per il consiglio del distretto sannita dell’Ente Idrico Campano. Sbagliata la partecipazione di Civico22

30 settembre 2022

Dopo una strana e contorta trattativa i sindaci del Partito Democratico hanno concordato con Clemente Mastella una lista unica per eleggere i 30 componenti del consiglio del distretto sannita dell’Ente Idrico Campano, costituito di recente per consentire alla Ge.se.sa.  di diventare gestore unico dei servizi idrici in tutta la provincia di Benevento.

Dovrebbe così concludersi la lunga serie di modifiche dell’Ente Idrico Campano e della Legge Regionale n.15/2015 decise per superare il lungo scontro tra ACEA- Gesesa e Alto Calore che ora potranno spartirsi i territori e gestire l’acqua delle province di Benevento ed Avellino, un grandissimo affare con interessi politici trasversali.

Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali connesse ai provvedimenti giudiziari della Procura della Repubblica di Benevento relative alla gestione dei depuratori in provincia di Benevento, emerge anche il tentativo decennale di Acea, multinazionale con partecipazione di Caltagirone e i francesi di Suez, di mettere le mani sull’acqua dell’Irpinia e poi di tutta l’Italia meridionale.

Questa intenzione, sostenuta politicamente da un ampio schieramento trasversale, sta per diventare realtà e quindi è indispensabile una grande iniziativa popolare per ribadire, senza tentennamenti e senza accordi equivoci, che l’acqua non è una merce.

Per questo motivo condividiamo le iniziative di lotta di padre Alex Zanotelli e del Comitato Sannita Acqua Bene Comune e consideriamo sbagliato l’accordo di Civico22 con i sindaci PD per la partecipazione di un proprio rappresentante nel consiglio del distretto sannita dell’EIC insieme ai rappresentanti mastelliani.

Tra essi c’è anche Maria Carmela Mignone, moglie e socia di Piero Porcaro della società Tecnobios accusato dalla Procura della Repubblica di aver manipolato i risultati delle analisi sui reflui scaricati nel fiume.

Il rappresentante di Civico22, se accettasse l’incarico nel consiglio di distretto EIC, sarebbe in netta minoranza e senza possibilità alcuna di modificare “da dentro” il disegno egemonico-affaristico di Acea-Gesesa.

Gabriele Corona,  movimento politico “Altra Benevento è possibile”

Comunicato del Comitato ABC

Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune, promotore dell’appello lanciato da padre Alex Zanotelli ”Sindaci Sanniti difendete la vostra acqua con i denti”, aveva tentato di presentare una lista per la elezione del consiglio di distretto che però non è stata sottoscritta da un numero sufficiente di sindaci.

“Desideriamo ringraziare di cuore i primi cittadini Sanniti che hanno aderito all’appello di padre Alex con l’unico scopo di difendere l’acqua pubblica, senza cedere ad alcuna pressione, ben comprendendo che la gestione pubblica dell’acqua è un tema trasversale che supera ogni contrapposizione politica.

I sindaci che hanno sottoscritto la lista sono Mucci per San Lupo, Manganiello per San Nazzaro, Rossetti per Sant’Arcangelo Trimonte, Golia per Circello, Facchino per Fragneto Monforte, Marrone per Fragneto l’Abate, De Ieso delegato per Pago Veiano e Apollonio per Sassinoro.

Nel corso della riunione di ieri sera abbiamo ricevuto “l’offerta” di entrare nella lista unica di Mastella e del PD,  indicando un solo rappresentante dei trenta eletti nel Consiglio di Distretto.

Abbiamo rispedito al mittente la proposta al partito Democratico nelle persone del sindaco Angelo Pepe e di Angelo Moretti di Civico 22, perché l’unica missione del Comitato infatti è difendere l’acqua pubblica e non aderire a logiche spartitorie.

Non possiamo salire sulla nave pilotata da chi ha già deciso di vendere il 49 % della nostra acqua alle multinazionali, perché non è possibile raggiungere l’approdo dell’acqua pubblica quando si è già deciso di naufragare nelle secche delle multinazionali.

Ci teniamo a sottolineare che nessuno dei candidati al consiglio di distretto rappresenterà il Comitato Sannita Acqua Comune il quale ha come unico modello quello sancito dal referendum del 2011, non certo surrogati di altra natura, che rispondono alle logiche del mercato.

Continueremo la battaglia portando le nostre istanze con richieste di audizione e partecipazione alle sedute del Consiglio di Distretto, per consentire l’effettività del diritto all’acqua” e la “partecipazione dei cittadini ai processi decisionali dell’Ente”, come garantito dall’art. 20 della regionale 15/2015”.

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