Acqua, Mastella e i sindaci PD non possono cedere ai privati il 49% del servizio idrico

Il Piano d’Ambito riconosce che l’acqua dei pozzi cittadini deve essere “potabilizzata” e prevede la fine della fornitura dalle sorgenti del Biferno.  

10 ottobre 2022

I sette Consigli di Distretto dell’Ente Idrico Campano devono decidere entro l’8 novembre i singoli gestori del servizio idrico. Quello di Napoli città ha già deliberato che la gestione deve essere totalmente pubblica, senza alcuna partecipazione di privati, e quindi ha confermato la società ABC creata dal Comune partenopeo con fondi propri.

Anche i consigli di distretto di Caserta, Napoli Nord, Sele (Salerno) e Irpinia hanno stabilito che la gestione deve essere totalmente pubblica.

Quindi, cinque Consigli di Distretto su sette hanno deciso di escludere i privati dalla gestione.

Invece nell’area Sarnese-Vesuviana sarà confermato l’incarico a GORI spa, 36% di quote ad ACEA, colosso della gestione idrica partecipato da Caltagirone e dalla multinazionale francese SUEZ.

Il Consiglio di Distretto sannita, recentemente eletto con una sola lista frutto di accordo tra Mastella e i sindaci PD, non ha ancora deliberato ma il sindaco di Benevento, leader di Noi di Centro, ha già annunciato che il gestore sarà una società con il 51% di capitale pubblico e il 49% privato.

Ovviamente la volontà di Mastella sarà fatta, il consiglio di distretto sannita “ratificherà” la sua decisione considerato che anche i sindaci PD sono per la privatizzazione dell’acqua (sia i decariani che i deluchiani-mastelliani) ed infatti non hanno voluto partecipare alla composizione di una lista per eleggere nel consiglio i delegati per l’Acqua Pubblica, come proposto dal Comitato ABC.

E’ facile prevedere che il privato sarà ACEA che metterà le mani anche sui servizi idrici di comuni che finora non hanno voluto affidarle alcun incarico. Infatti, grazie alla separazione del consiglio di distretto sannita, decisione di cui Mastella si vanta, il gestore unico per la provincia di Benevento potrà gestire il servizio idrico in tutto il Sannio.

Quindi, ACEA che attualmente ha il 58% della Gesesa che serve solo 23 comuni con 110.000 abitanti, potrà accaparrarsi il 49% delle quote di una società che servirà i 78 comuni della provincia con 280.000 abitanti.

Sicuramente un bell’affare !

Il nuovo gestore dovrà servire anche i 31 comuni che attualmente ricevono l’acqua da Alto Calore Servizi: Apice, Apollosa, Arpaise, Bonea, Buonalbergo, Calvi, Campolattaro, Castelvenere, Ceppaloni, Durazzano, Faicchio, Guardia Sanframondi, Montesarchio, Paduli, Pago Veiano, Pannarano, Paolisi, Pesco Sannita, Pietrelcina, Pontelandolfo, Reino, S. Angelo a Cupolo, S. Arcangelo Trimonte, S. Croce del Sannio, S. Giorgio del Sannio, S. Leucio del Sannio, S. Lorenzo Maggiore, S. Martino Sannita, S. Nazzaro, Nicola Manfredi e , Solopaca.

Ma prima bisogna modificare lo Statuto del Consorzio per collocare i sanniti in un “ramo d’azienda” da cedere al nuovo gestore sannita con i debiti, i crediti, gli impianti e i contratti di servizio per continuare a ricevere l’acqua dell’Irpinia.

Il tutto mentre i Consigli Comunali di quei paesi stanno solo a guardare.

Il consiglio di distretto sannita dell’EIC deve anche approvare, in tempi brevissimi, il preliminare del Piano d’Ambito distrettuale che però è già stato confezionato prima ancora che nascesse il distretto sannita. (Non è pubblicato sul sito dell’Ente ma compare solo nella sezione VAS della Regione Campania).

E’ un documento molto importante che peraltro riconosce la necessità di potabilizzare l’acqua dei pozzi di Benevento, da tempo contaminati da tetracloroetilene ma tuttora utilizzati, e prevede la sostituzione della fornitura dalle sorgenti del Biferno con l’acqua della Diga di Campolattaro.

Il Piano d’Ambito per la gestione dell’acqua, bene indispensabile per la vita, non può essere approvato da Mastella e i sindaci PD nel Consiglio di Distretto dell’EIC senza la più ampia discussione con la popolazione del Sannio.

Gabriele Corona, movimento politico “Altra Benevento è possibile” 

1 commento su “Acqua, Mastella e i sindaci PD non possono cedere ai privati il 49% del servizio idrico”

  1. Organizzate una manifestazione pubblica, coinvolgete la pubblica opinione, informate su cosa significa il 49% ed il 51% ogni qualvolta si deve decidere in difesa del cittadino. Occorre manifestare in piazza.

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