Santamaria ancora in carcere comincia a parlare, indagate e trasferite la dirigente all’Urbanistica e la sua vice. L’opposizione tergiversa. Una nota dell’avv. Gino De Pietro
Riceviamo e pubblichiamo, 8 maggio 2026
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SANTAMARIA: LA SITUAZIONE SI FA INCANDESCENTE
Il versante giudiziario
Gennaro Santamaria, ex dirigente del Comune di Benevento e responsabile del gabinetto del sindaco, arrestato in flagranza per concussione, da qualche giorno non è più l’unico indagato. La Procura ha iscritto, infatti, nel relativo registro anche la dirigente e una funzionaria del Settore Urbanistica, competente per le pratiche edilizie che interessavano il denunziante.
ieri, 7 maggio è stato conferito l’incarico per estrarre la copia forense del telefono cellulare dell’arrestato, che resta, al momento, in carcere a seguito dell’ordinanza di rigetto del riesame adottata dal Tribunale della Libertà di Napoli. Non si sa nulla della motivazione del provvedimento del riesame né dell’eventuale ricorso per Cassazione ammesso contro lo stesso.
Il 6 maggio l’arrestato ha reso un interrogatorio investigativo durato circa 4 ore al Procuratore della Repubblica di Benevento e al sostituto che si occupa delle indagini, dopo essere restato in silenzio dinanzi al GIP e al Tribunale che lo hanno lasciato in carcere.
Il difensore della dirigente indagata ha inviato una nota nella quale ha sostenuto che l’iscrizione della sua assistita quale indagata rappresentava un semplice atto dovuto derivante dalla necessità di effettuare la copia forense del cellulare di Santamaria, diffidando mezzi di informazione e chiunque dal trarne conseguenze pregiudizievoli per la stessa.
Senonchè non è certo possibile che nel cellulare del Santamaria gli unici nomi, numeri e messaggi presenti fossero quelli delle due dipendenti comunali iscritte e, quindi, la notifica dell’avviso fatto a loro è indice del fatto che, a loro carico, esistano degli elementi indiziari che li rendono titolari del diritto all’informazione di garanzia inviata.
Del resto è proprio quello che afferma la norma contenuta nell’art.335 comma 1bis del codice di procedura penale, che richiede l’esistenza di indizi a carico della persona per iscriverla nel registro degli indagati.
Inoltre, la delicatezza della posizione della predetta è percepibile anche dal fatto che è stata trasferita ad altro Settore non appena è pervenuta una perentoria nota del difensore della parte offesa denunziante, che ha lagnato un provvedimento presuntamente ritorsivo a carico del suo assistito da parte della stessa indagata e ha invocato la necessità di rendere oggettivamente trasparenti i procedimenti amministrativi in questione.
Non pare, quindi, che la nota del prefato difensore della dirigente abbia sortito l’effetto desiderato, bensì quello opposto di chiarire ancor meglio i profili della vicenda occorsa, che certamente non può essere ridotta alla sola responsabilità del Santamaria e che, probabilmente, non riguarda neanche solo questo caso.
Con tutto il rispetto verso il principio di non colpevolezza, è pure costituzionalmente garantito il diritto di informazione dei cittadini e la possibilità di tutelare l’effettiva sussistenza di elementi che non vanno nella direzione di una corretta linearità amministrativa.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, specie all’esito delle dichiarazioni, ovviamente allo stato segrete, rese da Santamaria nel primo interrogatorio investigativo fruttuoso del 6 maggio.
Si attendono, altresì, gli esiti degli accertamenti sul contenuto del telefonino dell’ex capo di gabinetto arrestato, la motivazione del riesame, le nuove eventuali scelte processuali di Santamaria e degli altri indagati, l’eventuale emergere di altri filoni di indagine anche in relazione al più volte sollevato problema dei concorsi.
Il versante politico-istituzionale
Come il Capo di Gabinetto del sindaco, anche le due neo indagate, dirigente e funzionaria del Comune di Benevento, erano e sono esponenti del movimento politico guidato da Mastella, come emerge anche da un video di una manifestazione elettorale del detto movimento mentre parlava appunto Santamaria che si dichiarava organizzatore dell’evento insieme a loro due.
Santamaria, come già ricordato da tutti, non ha ricoperto l’incarico di dirigente comunale per concorso, ma per nomina fiduciaria del sindaco, così come la dirigente attinta dall’informazione di garanzia.
La funzionaria, invece, è vincitrice di un concorso in ordine al quale sono stati sollevati molti dubbi in ordine alla legittimità sia da parte della difensore del denunciante che da soggetti diversi.
I cittadini pare stiano raccogliendo l’invito del neo Procuratore della Repubblica di denunziare i fatti e di contribuire alla trasparenza e legalità dell’azione amministrativa.
L’estensione dell’indagine ha suscitato nuove reazioni nelle forze politiche d’opposizione. E’ stato letto in consiglio comunale del 30 aprile, prima di abbandonare l’aula, un documento, integralmente pubblicato dalla stampa locale, condiviso da tutti i consiglieri di opposizione, eccettuata l’esponente di FDI.
Nel documento non si fa cenno ad alcuna richiesta di dimissioni né pare che, successivamente, una richiesta di tal genere sia stata avanzata nelle forme di legge dalle opposizioni. Ovviamente se le notizie in mio possesso sono difettose, sarò ben lieto di prenderne atto.
Il cartello “Dimissioni” sollevato fuori della sede comunale ed oggetto di video diffusi sui social, quindi, non rispecchia alcun atto formale né alcun indirizzo politico concreto.
Di fatto, il consiglio comunale è proseguito indisturbato e nel corso dello stesso hanno preso la parola vari consiglieri di maggioranza per manifestare la loro solidarietà al sindaco e la loro compattezza politica mentre nessun esito ha avuto, e siamo ormai a maggio ampiamente iniziato, la richiesta di consiglio comunale da dedicare all’argomento a cui fanno riferimento i firmatari del documento del 30 aprile.
La domanda che sorge spontanea è: se la richiesta di consiglio comunale è stata avanzata da almeno un quinto dei consiglieri in carica, come risulta dal documento del 30 aprile, quale iniziativa si è assunta per ottenere dagli organi competenti l’attuazione doverosa di questa iniziativa politico-istituzionale? E’ stato ricordato da molti, nelle tante propalazioni susseguitesi, che in consiglio siedono molti avvocati e che, quindi, non è necessario che nessuno ricordi loro il tenore e la portata delle norme attinenti alla fattispecie. Io non intendo farlo assolutamente.
Ma credo sia interesse e diritto dei cittadini di Benevento conoscere quali siano, in concreto, le iniziative politico-istituzionali condotte dalle opposizioni in presenza di una vicenda così grave e ingravescente che minaccia di travolgere l’amministrazione comunale.
Hanno effettivamente chiesto le dimissioni di qualcuno e, se l’hanno fatto, di chi e con quale motivazione?
Se hanno effettivamente chiesto in maniera vincolante il consiglio comumale con un ordine del giorno concreto, quale risposta hanno avuto e quali iniziative hanno assunto al riguardo?
Quali iniziative hanno inteso porre in essere per controllare la correttezza dei procedimenti amministrativi e per indicare soluzioni alle eventuali irregolarità o “vischiosità”?
Di fatto, l’iniziativa del solo difensore del denunziante ha avuto come effetto l’immediata rimozione della dirigente indagata dal suo posto e il trasferimento ad altro settore.
Le iniziative dei consiglieri di opposizione, quali effetti hanno ottenuto e quali obiettivi si prefiggono? Intendono chiedere le dimissioni di qualcuno? Del presidente del consiglio comunale, per non aver convocato, com’era nei suoi doveri, il consiglio comunale da loro richiesto? Dell’assessore al ramo, per “culpa in vigilando”, per omesso controllo della regolarità delle procedure, per non aver impedito a Santamaria di intromettersi in affari che non erano di sua competenza? Del componente della Giunta con la delega alla trasparenza e all’anticorruzione, visti i brillanti risultati ottenuti? Del sindaco, infine, quantomeno per “culpa in eligendo” e “culpa in vigilando”, visto il coinvolgimento in indagini per ben gravi reati di due dirigenti e una funzionaria, al momento, tutti appartenenti al suo movimento politico, il primo addirittura scelto di fiducia come responsabile di gabinetto e la seconda, comunque, di nomina fiduciaria?
Le dimissioni coi cartelli le possono chiedere i cittadini comuni, chi è investito di cariche pubbliche lo deve fare, se ritiene, con atti formali, politici e istituzionali.
I consiglieri di opposizione si sono posti il problema, ognora sollevato da Altra Benevento, dei concorsi svoltisi al Comune di Benevento e gestiti dal Santamaria, dirigente al personale? Se costui ha potuto compiere delle concussioni nelle pratiche edilizie che non erano di sua competenza, cosa ha fatto nel settore di sua effettiva e diretta competenza?
Quel che è certo è che la situazione che va emergendo fa pensare più al feudalesimo che ad un’amministrazione di un capoluogo di provincia di uno Stato democratico.
Della risposta riguardante il parroco condannato per reati estranei alla pubblica amministrazione, sollevata inopintamente dagli esponenti di “Noi di centro” non merita parlare, essendo al di sotto della soglia di rilevanza politico-istituzionale ed attinendo alla tecnica del depistaggio.
Avv. Gino De Pietro


Dentro una corposa cornice giuridica noto un’analisi politica importante
Grazie della generosa valutazione
Che dire, l’avvocato Di Pietro ha fatto una anamnesi della attuale situazione molto dettagliata. Bravo. Mi piace e lo proporrei come candidato Sindaco alle prossime amministrative.
Grazie del positivo giudizio. Quanto al resto “indignus sum”.
C’è poco da commentare ma,almeno per me , non e’ una sorpresa. Fra l’acqua,le scuole ed i project privati con capitali pubblici non attuati per merito della stampa, tutte le mie congratulazioni per Di Pietro che non vedo da decenni e per Corana per l amore che hanno per la città.
Grazie dell’apprezzamento. Anch’io sono rammaricato di non vederci da tanto, ma compiaciuto che ciò non ha fatto venir meno consonanze di vedute e di analisi.