Comune di Benevento, in due anni € 946.000 le tangenti per appalti, concorsi, pratiche edilizie, incarichi tecnici e servizi sociali. Mastella e gli assessori giurano che non si erano accorti di niente.
Post del 26 settembre 2026
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Nella Richiesta di Incidente Probatorio firmato il 21 settembre scorso dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, Maria Colucci e dal Procuratore Aggiuto, Gianfranco Scarfò, sono indicati in 25 punti i fatti-reato contestati a 19 indagati con le tangenti relative alle seguenti attività del Comune di Benevento: 9 pratiche edilizie, 5 appalti di opere pubbliche, 3 incarichi tecnici, 4 assunzioni, 5 servizi sociali, un finanziamento illecito a NdC.
Il totale delle tangenti pattuite (2024 marzo 2026) è di 946.000 euro, in parte già consegnate a Gennaro Santamaria ed altri. Nello stesso provvedimento della Procura si fa riferimento ad altre tangenti per il totale di 234.000 a Santamaria per lavori in altri Comuni della Provincia comunque connessi ad attività del Comune di Benevento.
E’ uno scandalo assoluto che coinvolge tre dirigenti e un funzionario comunale ma gli assessori lautamente retribuiti per la loro opera a “servizio della città”, dicono che non si erano mai accorti di niente, nonostante i sistemi di controlli Anticorruzione previsti per legge da parte del vice sindaco Francesco De Pierro e il Segretario Generale, Riccardo Feola, sospeso dal servizio per un altro appalto alla Polizia Municipale.
Il sindaco Clemente Mastella, uomo politico di grande esperienza sbandierata più volte anche alla stampa nazionale e conoscitore dei segreti italiani, giura che non sapeva e quindi non si vuole dimettere.
Viene in mente Massimo Trosi quando confessava a Pippo Baudo perchè avrebbe voluto avere Giulio Andreotti come padre.

