Non indagato neppure per le telefonate intercettate con il presidente della Provincia Di Maria per gli appalti nel Sannio, Parente è ora accusato dalla Procura della Repubblica di aver incassato una tangente dalla coop. Esculapio, quella del Romanzo Estivo di Altra Benevento “Mastella, i serpenti e i coniglietti”.
Post del 25 settembre 2026
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Tra gli indagati dalla Procura della Repubblica nella indagine nata dalle dichiarazioni di Gennaro Santamaria, arrestato in flagranza per una tangente, c’è anche Renato Parente, presidente del Consiglio Comunale di Benevento.
Secondo il PM, il potentissimo uomo di fiducia di Mastella che percepisce una indennità di carica di €. 5.796,00 mensili, avrebbe incassato una tangente di 10.000 euro da Raffaele Basso, presidente della cooperativa sociale, Esculapio, per “buoni uffici” che consistevano nell’assicurare che la coop. sarebbe stata invitata con più frequenza e facilità e dunque preferita nelle successive procedure negoziate e negli affidamenti diretti e sotto soglia, nonché nell’invito a partecipare alle procedure di co-progettazione, nonché nella prospettazione di venire agevolata in relazione ai mandati di pagamento e di vedere velocizzate le varie fasi della liquidazione, nonché nella prospettazione di ricevere delle anticipazioni di cassa per dare liquidità all’impresa.
La coop. Esculapio di Napoli lavora da tempo con il Comune di Benevento per “assistenza sociale” dopo il fallito tentativo di gestire una contestatissima struttura a contrada San Chirico per i migranti, raccontato da Altra Benevento con il romanzo estivo “Mastella, il serpente e i coniglietti” che potete leggere cliccando su questi link
“Mastella, i Serpenti e i Coniglietti” . 1- Chiuso il centro “E’ più bello insieme”
“Mastella, i Serpenti e i Coniglietti”. 2- l’ex conigliera per migranti.
“Mastella, i Serpenti e i Coniglietti”. 3 – A (caval) con-dono si guarda ….
“Mastella, i Serpenti e i Coniglietti”. 4 – Attestato SPRARrito, serpente smarrito.
“Mastella, i Serpenti e i Coniglietti”. 5- Il serpente arravogliato e la vendetta fallita.
Per questo “romanzo” ho subito un procedimento disciplinare nel 2018 (allora ero dipendente comunale), poi annullato dal Giudice del Lavoro e fui denunciato per diffamazione dalla signora Silvana Quarantiello, proprietaria della conigliera. Anche questa denuncia fu archiviata.
Finora non si comprende perché la coop. Esculapio, secondo la Procura della Repubblica, avrebbe versato una tangente a Renato Parente che come presidente del Consiglio Comunale non aveva alcuna competenza nella gestione del settore Servizi Sociali affidato a Gennaro Santamaria. Certo che fa notizia questa sua iscrizione nel registro degli indagati considerato che finora, nonostante il potere derivante dal rapporto di stretta collaborazione con il sindaco, non era mai stato coinvolto in procedimenti giudiziari.
Non fu indagato neppure quando era Segretario del sindcao e contemporaeamente Capo dello Staff del presidente della Provincia, Antonio Di Maria, arrestato e poi condannato per gli appalti truccati.
Nella Sentenza emessa dal Tribunale di Benevento il 15 settembre 2026 con le motivazioni delle condanne anche per tecnici pubblici e privati, i giudici ricordano (da pag. 133) anche le intercettazioni intercorse tra Renato Parente e il presidente Di Maria.
L’interesse del DI MARIA per l’aggiudicazione dell’appalto della scuola di Circello si trae non solo dalle conversazioni intercettate, dianzi riportate, intercorse tra il PANARESE, il LAUDATO e lo SCOCCA (comunque tutte attendibili in quanto captate nell’immediatezza di dialoghi realmente avvenuti con il Presidente della Provincia, spesso dando conto del contenuto di detti dialoghi, ribaditi anche a distanza di tempo), ma anche da eloquenti conversazioni intercorse tra DI MARIA Antonio e PARENTE Renato, uomo dello staff del Presidente in qualità di addetto alle relazioni interne ed esterne.
In una di tali conversazioni (RIT 652/2019, progressivi 135, 141, 142, 143 e 176), avvenuta in data 1.10.2019, i due commentavano l’elevato numero di “persone” (da interpretare come “imprenditori”) che frequentavano gli uffici della provincia di piazzale Carducci (dove sono situati gli uffici dei funzionari), individuando come punto di riferimento il PANARESE.
All’inizio, quando il PARENTE riferiva al DI MARIA di aver visto “là dentro, da PANARESE […] tanta di quella gente”, e il DI MARIA rispondeva: “che gira da Antonio (inc.) si è impressionante”. Il PARENTE replicava: “Entrano ed escono dalla Provincia che da noi non ci vengono, no…” e il DI MARIA: “Tutti là vanno sempre…”, e il PARENTE chiosava: “Ho capito come mai ti fai nervoso quando vai là”. Come condivisibilmente argomentato sul punto dal Pubblico Ministero, l’unica spiegazione plausibile del disappunto del DI MARIA (a meno che non si voglia credere che i due interlocutori facessero riferimento a motivi di ordine pubblico) è da ricercare nella circostanza che “tanta di quella gente” si recava per motivi economici e/o professionali dai tecnici e non dai politici della Provincia.
A un certo punto, i due facevano riferimento a uno scenario di spartizione dei nove appalti delle scuole tra la “parte politica” e quella “tecnica”. In particolare, il DI MARIA affermava: “Perciò lui (il PERLINGIERI, n.d.r.) là non mi ha nominato i due tecnici e mi ha detto il fatto della procura tutti sti’ cazzi, su due mi ha dato l’ok e lui a noi ci volevano dare Circello e Guar… (Guardia Sanframondi, n.d.r.)”.
Inoltre, proseguendo il DI MARIA, precisava: “Telese e Cerreto se lo fottevano loro in poche parole eravamo sette a due…”, facendo riferimento alla spartizione tra la parte tecnica e quella politica della Provincia di Benevento (alla quale sarebbero toccati solo gli appalti delle scuole di Circello e Guardia Sanframondi).
Il PARENTE replicava: “Sette loro e due noi? e, ma io poi, vedi quanto però sono furbi, so furbi no, cioè sono stupidi da una parte se hanno fatto con il tentativo di far ricadere la colpa su di noi, no?”.
Nel prosieguo della conversazione, il DI MARIA diceva al PARENTE di avere pure comunicato al PANARESE e al MINICOZZI (altro funzionario in servizio presso la Provincia di Benevento) che non avrebbe firmato più delibere, anche a costo di perdere i finanziamenti: “Ho detto: “Guarda a me continuare a spendere così non mi interessa, preferisco mandarli indietro””.
A tale affermazione del Presidente, il PARENTE rispondeva: “(inc.) a nome mio, fate i cazzi vostri.
Ma tu ti rendi conto? Antò a nome nostro questi fanno… Quello…mo’ giusto SERAPIDE, hai capito. Così chi glielo toglieva dalla testa che avevamo fatto noi l’operazione”.
Come si evince agevolmente dalle conversazioni intercettate sopra richiamate, a un certo punto il DI MARIA si accorgeva che gli appalti pubblici della Provincia di Benevento erano sostanzialmente gestiti da alcuni funzionari preposti alle gare (tra cui il PANARESE), e decideva di far valere la propria posizione di vertice politico al fine di promuovere l’instaura= zione di un nuovo equilibrio nella gestione illecita delle procedure di affidamento, arrivando a minacciare, ove non fosse stato ascoltato, anche la perdita dei finanziamenti.

