Consiglio Comunale sulla Corruzione, una Commedia

L’assessore De Pierro e il segretario Feola non relazioneranno sulle pratiche edilizie bloccate e neppure sull’annullamento di quella relativa al Parco residenziale dove abita un consigliere; le opposizioni si agitano inutilmente ma non si accorgono degli errori del Piano di Attività e non vogliono scavare nei Concorsi.

Post del 25 maggio 2026

Questa mattina si dovrebbe tenere il Consiglio comunale di Benevento per discutere del caso Santamaria, il super dirigente e capo di gabinetto del sindaco Mastella arrestato per concussione il 30 marzo ma sul sito istituzionale del Comune e sulla sua pagina facebook non c’è alcun avviso ai cittadini e neppure si trova traccia di tale notizia ufficiale tra i Comunicati emessi dall’Ufficio Stampa dell’Ente.

Alla faccia della Trasparenza !!

Non è un particolare irrilevante, soprattutto quando si discute di Trasparenza e Anticorruzione, ma non protestano i consiglieri di opposizione e i direttori delle testate giornalistiche per la mancata corretta informazione. In gran parte i giornalisti sono troppo abituati a rincorrere veline e amplificare dichiarazioni propagandistiche che il sindaco utilizza come “armi di distrazioni di massa” per distogliere l’attenzione dalle questioni che lo imbarazzano.

Ogni giorno Mastella insieme ai suoi consulenti per la propaganda inventa qualcosa: ricorda i calzini corti che facevano impazzire De Mita e gli intrighi democristiani per allietare i sudditi che campano di pettegolezzi di provincia; fa il ruffiano con la squadra di calcio per accattivarsi la simpatia dei tifosi; annuncia continuamente grandi opere da realizzare o inaugurare a breve e grandi idee per lo sviluppo culturale e turistico per ipnotizzare i beneventani che amano la città.

Ma si tratta in gran parte di promesse sbandierate da anni e che la stampa locale diffonde senza neppure ricordarsi di averlo già fatto decine di volte e senza avere mai la capacità o il coraggio di chiedergli come mai la città è finita nello stato disastroso e comatoso che tutti i cittadini notano.  

La propaganda mastelliana imperversa soprattutto in questi giorni di indagini anche grazie al silenzio di FdI, FI e Lega che sperano di aiutare il viandante nel momento di grande difficoltà e fare una nuova alleanza per le prossime elezioni politiche e comunali.

L’ex ministro della Giustizia tenta di nascondere lo scandalo delle tangenti chieste, ed in parte intascate, dal suo fidato Capo di Gabinetto per sbloccare alcune pratiche edili che il geometra Maurizio Pepe aveva presentato per conto di alcuni suoi facoltosi clienti.

Dice Mastella che Santamaria ha fatto tutto da solo ma come ha potuto condizionare l’esame di quelle pratiche presentate al settore Urbanistica di cui non era dirigente? E il suo “sistema” di gestione come ha condizionato i concorsi curati dal settore Risorse Umane che lui dirigeva, “vinti” da parenti e/o soci di certi politici, soprattutto Mastella?

Su questo indaga la Procura della Repubblica diretta dal dott. Nicola D’Angelo, da poco assegnato a Benevento e che forse non si aspettava di scoprire così in fretta che la “città tranquilla” nasconde un grave livello di corruzione da tutti percepito ma finora sfuggito alla magistratura e alle autorità di controllo che ancora consentono a Mastella di scorrazzare con l’auto del Comune a spese dei contribuenti anche per attività che non sono istituzionali.

D’Angelo su questa indagine cominciata prima del suo arrivo, è particolarmente impegnato e ci sta mettendo la faccia: è andato personalmente al Tribunale del Riesame per insistere sulla gravità dei fatti, ha più volte interrogato in carcere Santamaria e lo ha “convinto a collaborare” per scoperchiare il pentolone.

Come normalmente si dice e come stamattina declameranno i consiglieri di maggioranza nella recita a palazzo Mosti, “l’indagine della magistratura farà il suo corso” e comunque i “reati penali sono personali” ma gli amministratori non ci possono ammorbare con le solite frasi fatte: devono spiegare come mai sono successe cose così gravi nel Comune, “casa di vetro” trasparente e con stringenti regole anticorruzione.

Invece stamattina il vicesindaco Francesco De Pierro, pagato dal Comune 7.600 euro al mese, disquisirà appassionatamente sulla differenza tra diretto penale e procedimenti amministrativi, articoli e commi di legge (aiutato dal presunto esperto consigliere Antonio Picariello) ma ambedue non riusciranno nemmeno a spiegare perché, a proposito di trasparenza, negli atti di liquidazione dei gettoni di presenza non ci sono i nomi dei consiglieri. Addirittura sono stati oscurati anche i codici che avevano permesso a noi di Altra Benevento di pubblicare la graduatoria mensile dei più pagati.

Per l’anno 2025 i gettoni per la partecipazione, anche da cellulare, a consigli o commissioni, in buona parte inutili, sono costati ai cittadini 296.000 euro. La più gettonata è ancora Rosetta De Stasio (Fratelli d’Italia) con circa 26.000 euro; poco meno ad Angelo Miceli (Socialisti per il Campo largo); poi oltre 24.000 euro a Luigi Scarinzi mastelliano come Picariello, Guerra e Capuano che hanno ricevuto 22.000 euro a testa.

Ma oggi, in questa memorabile seduta “semi clandestina” sulla corruzione a palazzo Mosti, i consiglieri daranno il meglio, soprattutto dopo aver appreso che non si può leggere la relazione presentata dalla dirigente Antonella Moretti, su richiesta del Segretario, sulle pratiche presentate dal geometra Maurizio Pepe, quelle bloccate, le respinte, quelle ritirate dal proponente e quelle autorizzate.

Ma almeno il segretario Riccardo Feola potrebbe spiegare che fine hanno fatto i due procedimenti firmati il 29 aprile per l’annullamento delle autorizzazioni concesse negli anni 2020-2023 e ora ritenute illegittime. Tra queste anche una SCIA di ottobre 2023 che ha consentito di realizzare la rampa di accesso al parco “Poggio degli ulivi” di via Rosselli, in variante al progetto iniziale, molto pericolosa per l’allaccio nella rotonda stradale, come hanno denunciato a mezzo stampa i residenti nella zona e come sicuramente avrà notato anche la consigliera Rosetta De Stasio che abita proprio in quel Parco

Il segretario Feola della “casa di vetro” e il vicesindaco De Pierro costretto a muoversi in un Campo minato come un elefante nella cristalliera, non spiegheranno nulla di tutto questo e neppure chiariranno perché il PIAO (Piano integrato di Attività e Organizzazione) per l’anno 2026 che loro hanno presentato alla Giunta, contiene alcuni clamorosi errori. Alla stampa credulona da palazzo Mosti è arrivato solo il comunicato che annuncia nuovi posti di lavoro ma quel documento è molto complesso e riguarda gli obiertivi dell’azione amministrativa.

A proposito di personale il PIAO precisa che recentemente è stato disposto il trasferimento (rotazione anticorruzione) di un dirigente e di un funzionario indagati per il caso Santamaria con evidente riferimento all’arch. Antonella Moretti e alla dottoressa Antonella Matticoli.

La prima, dirigente del settore Urbanistica, è stata trasferita al settore Istruzione con ordinanza del sindaco ma nel PIAO non compare più. Non è indicata in alcun settore o struttura organizzativa. Al settore Istruzione risulta assegnato il dirigente del Settore Legale che però si deve occupare solo di Avvocatura. Si tratta probabilmente di refusi. Succede quando si presta attenzione solo al comunicato di propaganda e poi si rabbercia il documento amministrativo formale.

Però per la dottoressa Matticoli non c’è alcun refuso. Arrivata da Isernia dov’era assessore allo sport quando Feola era Segretario Generale di quel Comune, ha fatto una carriera folgorante al Comune di Benevento: a dicembre 2021 ha vinto il concorso di istruttore amministrativo, a dicembre 2022 la progressione verticale, ad aprile 2025 è stata nominata funzionario di Elevata Qualificazione al settore Urbanistica.

Doveva essere traferita ad altro incarico per rotazione anticorruzione ed invece nel PIAO è ancora indicata allo stesso posto. Anzi, le viene confermato l’incarico di E.Q. con relativa maggiore retribuzione e premio annuale per attività complesse ma è assegnata solo al piccolo Servizio Politiche Abitative che ha già un altro Responsabile.

Evidentemente gli errori del PIAO non sono stati notati dagli assessori che hanno approvato la delibera del 21 maggio e neppure dalla CGIL che lo aspettava con ansia e dalla consigliera di Sinistra, Giovanna Megna, distratta dalla sfibrante attività politica di commento sui social, che vuole la commissione di inchiesta sulle pratiche edilizie ma non quella sui concorsi per assunzioni e progressioni di carriera.

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”



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