Strage di Capaci, tutti invocano Legalità ma la corruzione politica imperversa e le indagini sono troppo lente.

Libera, gli studenti e i magistrati sottolineano che bisogna lottare contro la mafia e anche contro la corruzione ma gran parte della stampa locale presta più attenzione agli appelli retorici del sindaco e del vice presidente della Provincia

Comunicato stampa del 24 maggio 2022

Ieri, 23 maggio, a trent’anni dalla barbara uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta, l’associazione Libera ha organizzato un presidio dinanzi al Tribunale con gli studenti di tre scuole cittadine, gli insegnanti, i magistrati e gli agenti della polizia giudiziaria.

Gli intervenuti hanno sottolineato in vario modo che oggi tutti, politici e uomini delle istituzioni, ricordano gli eroi Falcone e Borsellino ma pochi seguono il loro esempio: fare il proprio dovere per gli interessi pubblici, senza cedere alle minacce o alle lusinghe dei potenti.

Il Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro, ha ribadito che non basta dichiararsi contrari alla mafia (ormai lo fanno tutti, anche i delinquenti), occorre rifiutare i voti della criminalità e contrastare gli abusi e la corruzione anche in questa città.

Questa importante manifestazione e il discorso di Policastro hanno trovato pochissima attenzione della stampa locale. Solo Il Sannio Quotidiano e LabTv hanno dedicato ampio spazio, invece Ottopagine non ha scritto niente, il Mattino ha riservato poche righe e TV7 non ha neppure ricordato che erano presenti e sono intervenuti diversi magistrati.

Però i giornalisti locali hanno dato grande risalto alle dichiarazioni del sindaco Clemente Mastella e del vice presidente della Provincia, Nino Lombardi i quali nel giardino della Rocca dei Rettori, accompagnati dai propri sostenitori, dopo pochi giorni dal rinvio a giudizio di amministratori, tecnici ed imprenditori per gli appalti truccati, hanno ricordato che bisogna “promuovere la cultura della legalità e il contrasto alla criminalità organizzata”.

Sarà molto interessante ed educativo per i giovani studenti invitati da tutti ad avere sempre rispetto per la legalità e il coraggio di denunciare gli abusi, conservare la rassegna stampa delle due manifestazioni per ricordare la retorica e l’ipocrisia dei nostri rappresentanti istituzionali e di molti giornalisti. 

Segnaliamo, inoltre, che il sindaco Mastella ha precisato ai microfoni di TV7 che “la corruzione è rimasta in piedi, oggi magari fuoriesce o attraversa strati dirigenziali nei comuni, amministrazioni, realtà istituzionali, eh … bisogna trovare forme di pedagogia e forme di repressioni da parte delle forze di polizia e della magistratura”.

Quindi, per l’ex ministro della Giustizia oggi la corruzione riguarda solo i funzionari e non i politici e in effetti egli potrebbe anche avere ragione perché a parte il rinvio a giudizio del presidente della Provincia, Di Maria, finora le indagini sul malaffare hanno riguardato soprattutto commercialisti, professionisti vari e faccendieri ma sono pochissimi gli amministratori coinvolti.

Il Comune di Benevento, ad esempio, è stato solo sfiorato dall’indagine sui depuratori ma ancora non si ha notizia di conclusioni per quelle relative al programma Periferie; all’abbattimento dell’ex Palazzo Inps; alle assunzioni in Gesesa (ultimamente sono stati stabilizzati tre giovani che hanno lavorato per una cooperativa); agli appalti per il Verde Pubblico; ai voti che un imprenditore casertano in odore di camorra ha garantito ad un noto politico locale in cambio di appalti; al presunto boicottaggio della mensa scolastica; all’incendio dell’auto di tecnico comunale; alle nomine di alcuni dirigenti e alle presunte minacce al sindaco che gli hanno consentito di avere la scorta.  

Evidentemente, nonostante l’impegno di Policastro e dei magistrati beneventani in memoria di Falcone e Borsellino, i tempi della giustizia a Benevento rimangono troppo lunghi e rischiano di alimentare la convinzione che grazie alle lungaggini e alla prescrizione gli amministratori-politici disonesti possono fare quello che vogliono, anche assegnare incarichi in cambio di voti, tanto non pagheranno mai.

Gabriele Corona, movimento “Altra Benevento è possibile”

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