Provvedimenti giudiziari, Mastella non può fare l’offeso

Il Comune di Benevento è certamente parte offesa. Ciò che serve è sapere da chi. Speriamo di riuscirci. Un intervento dell’avv. Gino De Pietro

 Post del 8 luglio 2026

Quando i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di concussione Gennaro Santamaria, fedelissimo mastelliano da tanti anni, dirigente comunale per nomina fiduciaria del sindaco, capo del suo gabinetto, colui che l’aveva nominato lo ha scaricato, si è detto “rammaricato” e ha rifiutato ogni spiegazione, sdegnoso, come se si trattasse di un impiegato di carriera mai conosciuto prima.

Poi la Procura ha spedito un avviso di garanzia ad una dirigente comunale, anche lei per nomina fiduciaria, e ad una funzionaria del settore urbanistica, entrambe in prima linea nella campagna elettorale per Noi di Centro, che ha condotto il figliolo al consiglio regionale, e lo stesso sindaco ha fatto spallucce.

Poi la Procura ha chiesto l’arresto del segretario generale del Comune, anch’egli di nomina fiduciaria, e l’ineffabile, che taglia nastri, inaugura opere inutili, quando non dannose, e presenta libri ambientati nella seconda guerra sannitica, di cui è notoriamente esperto, unitamente agli altri versatissimi “docenti universitari” che lo hanno affiancato, ha mostrato fastidio verso questa ulteriore “offesa” al “suo” Comune, ed, infatti, ha inteso precisare, a beneficio dei suoi innumerevoli tifosi, tra cui i trecento invitati alla festa nella villa della famosa “cozza”, che il Comune è parte offesa, dimostrando, da quel che è ed è stato, una notevole competenza processuale, aldilà dei suoi studi umanistici.

Mai ha proferito affermazione più esatta. Il problema è, però, coglierne il senso effettivo, come si cercherà di fare in questa sede.

Il Comune di Benevento è certamente parte offesa dei gravi reati contro la pubblica amministrazione contestati a Santamaria, Feola, Moretti e Matticoli, per il momento. Il Comune di Benevento, come entità esponenziale del popolo e del territorio comunale, non intesa come sindaco in carica o come amministrazione sic et simpliciter.

Basti ricordare che, quando arrestò e poi processò il suo sindaco DC Pietrantonio, l’Autorità Giudiziaria avvisò come parte offesa il Comune di Benevento che, alla caduta di quella giunta, prima col Commissario e poi con le successive amministrazioni, si costituì parte civile in vari processi contro gli esponenti di quella amministrazione. Trattandosi della “storia” della DC locale, di cui il Mastella è stato “magna pars”, lo ricorderà bene.

Quando, molti anni dopo, l’Autorità Giudiziaria arrestò e processò vari esponenti dell’amministrazione di Fausto Pepe, sindaco anch’egli della sua parte, il Comune di Benevento, parimenti destinatario dell’avviso quale parte offesa, si costituì parte civile contro il sindaco, gli altri componenti dell’amministrazione e tutti gli altri imputati nel lungo processo che ne scaturì.

Se gli difetta la memoria, può rivolgersi al suo ex avversario alle elezioni per sindaco, Raffaele Del Vecchio, oggi felicemente approdato alla corte mastelliana e nominato presidente di Sannio Europa a spese della Provincia. Il prefato suo ex avversario ed oggi beneficiario sottoscrisse la procura per la costituzione di parte civile contro il sindaco Pepe e gli altri imputati, da vice sindaco, senza disdegnare, nella successiva competizione elettorale, di far candidare il medesimo Pepe nelle liste a suo sostegno, con una coerenza politico-istituzionale-culturale di consistente spessore, che fa il paio con l’antimastellismo-mastellismo, a corrente alternata.

Se poi non si dovesse fidare del ricordo del suo ex avversario, benchè ormai fedele beneficiario, può sempre chiedere al consigliere comunale Sguera, col quale ha avuto un notevole contrasto nell’ambito del consiglio comunale dedicato all’affaire Santamaria, in quanto egli fu il legale prescelto dall’amministrazione per costituirsi parte civile contro il sindaco.

Da questi esempi, tutti tratti dalla gloriosa “storia municipale”, l’attuale sindaco dovrebbe capire che, quando dice che il Comune è parte offesa dei reati contestati ai suoi uomini (e donne) di partito, assurti a nomine apicali fiduciarie, per gravi reati contro la pubblica amministrazione, ciò non significa che lui, quasi un novello Re Sole, sia, quale sindaco pro tempore del Comune, parte offesa.

Nulla esclude, infatti, come è già accaduto, che l’Autorità Giudiziaria proceda contro esponenti dell’amministrazione e, anche in quel caso, il Comune, a prescindere da chi sia il sindaco, resta parte offesa, come ente, non come “res” privata del sindaco.

Mastella si confonde con Luigi XIV. Era con lo Stato Assoluto che quel re, nell’Ancien Regime, poteva dichiarare “Lo Stato sono io”. Oggi, almeno a Costituzione vigente, nessuna persona fisica, perfino Mastella, può identificarsi né con lo Stato né col Comune di Benevento.

Ma il 2 luglio, comunque, il sindaco ha inteso occupare la scena della Festa religiosa e popolare della Madonna delle Grazie parlando di sé e del suo tumore, piangendo e chiedendo di pregare per lui.

Il 25 maggio nel consiglio comunale dedicato all’affaire Santamaria, ha concionato per un’ora abbondante per sfuggire ad ogni responsabilità politica, bacchettando con grande energia l‘opposizione e rivendicando presunti, pretesi magnifici risultati che sono “sotto gli occhi di tutti”.

Il 20 giugno ha festeggiato al Teatro Romano, opera archeologica tutelata, i suoi cinquant’anni in politica, senza dar mostra di alcun dolore né di alcuna preoccupazione.

Ma il 29 giugno la Guardia di Finanza e la Digos hanno notidicato al Segretario Generale, Riccardo Feola, il provvedimento di sospensione dal servizio perchè indagato per Turbativa di gara e il clima a palazzo Mosti è diventato pesante.

Tre giorni dopo, Mastella ha confessato di essere malato e invocato preghiere però il giorno dopo, 3 luglio, comunque, ha festeggiato, con canti, suoni, lazzi e frizzi, insieme ai suoi cortigiani, in numero di circa trecento (non giovani e forti e men che meno morti), il genetliaco del figlio, recentemente eletto al consiglio regionale anche grazie alla campagna elettorale di Santamaria, Moretti, Matticoli.

E poi è tornato ai suoi ritmi incalzanti per inaugurare la contestatissima “riqualificazione” di piazza Risorgimento, rilasciare interviste alla stampa nazionale sulla sua storia politica, sostenere in Consiglio la privatizzazione dell’acqua, vantare anche con appositi manifesti il posto di rilievo nel solito sondaggio sul gradimento dei sindaci e racimolare voti per la elezione del suo candidato alla presidenza della provincia, anch’egli mastelliano di ferro, come colui che recentemente, rivestendo la medesima carica, è stato condannato dal Tribunale a oltre tre anni di reclusione.

Per quanto riguarda noialtri, resta deplorevole che qualcuno intenda la fede cattolica nel senso non di chiedere perdono per i peccati offrendo la propria sofferenza a Cristo e pregando per gli altri, ma, invece, come un tempio dove mettersi in mostra per chiedere agli altri di pregare per sé. Non lo ha fatto mai neanche il papa, compreso Alessandro VI Borgia, noi abbiamo trovato uno che lo ha fatto e perfino col plauso delle cd. opposizioni

Avv. Gino De Pietro



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