“Da Ceppaloni l’ultimo treno casertano che deragliò a Benevento”. Incredibile storia a puntate di un affare finito male

Immagini di repertorio

Mastella e la moglie sono ormai due stelle cadenti ma rimangono questioni spinose, come l’affare Lumode per cementificare in centro con i soldi ministeriali per le Periferie

Comunicato stampa del 11 agosto 2022

Clemente Mastella fino a poche settimane fa girava l’Italia per annunciare la nascita del grande centro dei viandanti che grazie al suo acume politico sarebbe stato determinante per la vittoria elettorale dei suoi alleati del centro destra o del centro sinistra.

Non si contano i contatti o gli incontri con i possibili partner che, a suo dire, lo corteggiavano (Toti, Quagliariello, Cirino Pomicino, Renzi, Di Maio, De Luca, ecc) oppure le sue avance a Giuseppe Conte al quale prometteva i suoi centomila voti tra Benevento e Caserta.

Ha presentato simboli e annunciato accordi politici dal notaio ma adesso è sparito anche dai sondaggi e compare in televisione a La7, come Mago Mastella insieme alla sua cagnetta Sissi, solo per le sue stravaganti previsioni, come quelle totalmente sbagliate fatte per l’elezione del Presidente della Repubblica.

A livello nazionale tutti si sono resi conto da tempo della sua inconsistenza politica e adesso anche i beneventani, gli unici che finora lo hanno considerato un potente signorotto capace di risolvere tutti i problemi con una telefonata ai suoi amici influenti, capiscono che è una “stella cadente” e si interrogano sui tempi della disfatta del suo sistema di potere.

Pure i suoi colonnelli fiutano l’aria di crisi e cominciano a sgomitare per assicurarsi un posto di rilievo nella successione, come accade in questi giorni tra i suoi assessori per la vicenda SuperDecò, o per evitare responsabilità relative al prossimo ed inevitabile nuovo dissesto finanziario.

Ma intanto ci sono impegni assunti che devono essere rispettati, anche con pericolosi salti mortali, per evitare guai peggiori.

E’ il caso del progetto della società Lumode di Gricignano d’Aversa per costruire un palazzo sul terminal bus e un parcheggio interrato in piazza Risorgimento con un finanziamento ministeriale di oltre sette milioni di euro destinato alla riqualificazione delle periferie.

Altra Benevento ha avversato quella sciagurata decisione dal settembre 2016, denunciando pubblicamente, anche con appositi dossier, le contraddizioni e le illegittimità del previsto Project Financing che soprattutto il sindaco Mastella ha difeso strenuamente fino al punto da chiedere alla Presidenza dei Ministri nel 2020 di confermare il finanziamento di 7.200.000 con una accorata lettera dal titolo eloquente “Per non perdere l’ultimo treno”.                                                                                                                                                                                                                                                                              Nonostante l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) su sollecitazione di Altra Benevento abbia chiaramente escluso la possibilità del Project Financing proposto da Lumode con il finanziamento pubblico del 75% del costo, l’amministrazione Mastella ha addirittura chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una deroga al Codice degli Appalti per confermare quel progetto.

Poi, dinanzi al diniego inevitabile, ha chiesto con una lettera del dirigente del settore tecnico, proprio quello che aveva redatto il progetto della società casertana, di riconoscere alla Lumode 470.000 euro per costi di progettazione al fine di evitare il contenzioso con la ditta che pretende un milionario risarcimento per “errori” commessi dall’amministrazione Mastella da agosto 2016 e ipotizza ulteriori danni per la città a seguito della possibile perdita dell’intero finanziamento ministeriale di 18 milioni di euro.

Quali sono gli errori? Perché si determinò il conflitto nella Giunta concluso con la estromissione di Gerardo Giorgione che rimane ancora silente?  Perché non sono state espletate le gare per i tre grossi interventi dei privati per la somma di 8 milioni di euro, previsti nel progetto “La città di tutti la città per tutti”? Perché il progetto Lumode secondo Mastella era “L’ultimo treno”? Perché l’amministrazione teme il contenzioso con la ditta casertana al punto da chiedere l’aiuto del Ministero per una transazione di almeno 470.000 euro? Cosa si sono scritti esattamente il dirigente Iadicicco, la Lumode e la Presidenza del Consiglio dei Ministri?

Per rispondere a queste domande racconteremo in quattro puntate la incredibile storia “Da Ceppaloni l’ultimo treno casertano che deragliò a Benevento” nella speranza di dare anche una accelerata alla indagine, troppo lenta, della Magistratura su questa questione. 

Gabriele Corona,  movimento politico “Altra Benevento è possibile”



6 commenti su ““Da Ceppaloni l’ultimo treno casertano che deragliò a Benevento”. Incredibile storia a puntate di un affare finito male”

  1. Bravissimi. La cosa che dispiace è che a perdere sono soltanto i Beneventani specie quelli che hanno dato credito a questa banda di pericolosi improvvisatori.

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  2. Di fronte a queste SCANDALOSE VICENDE si dovrebbero dimettere tutti : Sindaco, assessori e dirigenti coinvolti!!!
    Invece si invoca l’aiuto del Ministero per appianare, forse, possibili vertenze con imprese “casertane”!!!
    Se questo è un modo di governare, diciamolo senza mezzi termini : Se ne stia a casa sua a Ceppaloni e si goda le laute pensioni che NOI gli paghiamo !!!

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  3. 470.000 euro di progettazione. Sarebbe interessante,qualora il Ministero dovesse realmente accogliere la richiesta,sapere su quale conto andrebbero accreditati. Se il dirigente ,ex progettista per L’umore,ha presentato le dimissioni,sarebbe giusta la sua liquidazione?. Questo è il risultato per aver accentrato tutto il potere nelle mani di un solo dirigente che ,ricordiamo allo stato se non vadocerrato ricopre la dirigenza dell’ufficio urbanistica, dello Suap e come se non bastasse anche i lavori pubblici al posto del defenestrato Perlingieri.la magistratura avrebbe un bel da fare se solo volesse applicare la nota sentenza del Consiglio di Stato che ha vietato il conferimento della dirigenza degli uffici lavori pubblici ad un architetto con l’obbligo di individuare la figura apicale tra gli Ingegneri.

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  4. Quindi un nuovo dissesto con conseguenti riverberi sui cittadini è certo grave in una città che rischia la desertificazione

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  5. Mi dispiace per i cittadini beneventani che non hanno votato gli attuali amministratori ma la maggior parte della città li ha voluti e ora tutti a criticare. Ma cosa vi aspettavate da questa banda di farabutti che pensano solo ai loro tornaconti personali?

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