Saltano altri 5 interventi del Progetto Riqualificazione delle Periferie. 3^ parte della storia “Da Ceppaloni il treno casertano deragliato a Benevento”

Terminal Ferrovia, impianti sportivi, Ostello, Piscina coperta. I clamorosi errori nell’ultima relazione al Ministero sull’utilizzo di 18 milioni di euro.

Comunicato stampa del 7 settembre 2022

[Riassunto della introduzione dell’11 agosto, 1^  parte del 21 agosto e 2^ parte del 29 agosto]

Ad agosto del 2016 la Giunta Mastella approvò il progetto “La Città di tutti, la città per tutti” (17 interventi) da realizzare entro la fine del 2023 per la spesa di oltre 26 milioni di euro (18 del ministero per la riqualificazione delle Periferie e più di 8 milioni di privati). Era previsto anche un Project Financing (25% privato, 75% pubblico) per le aree Terminal Bus e Piazza Risorgimento. L’ANAC a giugno 2021 ha ribadito che per i Project Financing il privato deve investire almeno il 51% ma la società proponente non vuole rimodulare la proposta approvata dalla Giunta Comunale e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il dirigente comunale Antonio Iadicicco (autore di quel progetto prima dell’incarico pubblico) ritiene che il Bando della PCM di maggio 2016 (25% di eventuali contributi di privati a vario titolo) fosse LEX SPECIALIS in deroga al Codice degli Appalti che prevede Project Financing 49% pubblico – 51% privato. Il Nucleo ministeriale monitoraggio ha “informalmente” promesso di confermare il finanziamento pubblico di 7 milioni di euro; il Comune vorrebbe acquisire il progetto del privato e procedere con gara di appalto ma la società ha presentato un’altra diffida per ribadire che la sua proposta fu accettata dalla Giunta e rispecchiava il Bando redatto da un misterioso consulente.]

L’amministrazione Mastella ancora sostiene che il contributo di 18 milioni di euro concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il progetto Periferie “La città di tutti, la città per tutti” certifichi la sua capacità di programmare e progettare interventi di qualità per riqualificare la città.

In realtà il progetto del Comune di Benevento approvato ad agosto 2016 ottenne solo 25 punti, il minimo indispensabile per l’ultimo posti in graduatoria.

Il 25 gennaio 2022 Antonio Iadicicco, dirigente Urbanistica e Lavori Pubblici, ha presentato al Nucleo di monitoraggio e verifica sull’esecuzione del Programma Straordinario Periferie c/o la Presidenza del Consiglio Dei Ministri l’ultima relazione sullo stato di attuazione dei 17 interventi previsti dal Progetto per il costo complessivo di €.26.582.202,25  (18 milioni a carico del Ministero e €.8.582.202,25 a carico di privati).

Ma quella relazione contiene alcuni clamorosi errori che pare non siano stati notati neppure dal Segretario Generale del Comune e dal Nucleo ministeriale di monitoraggio e verifica.

Iadicicco riferisce che sono in corso di esecuzione solo 7 interventi (Sistemazione percorsi pedonali al Rione Liberta, Rione Ferrovia e via Bacchelli; arginatura e messa in sicurezza del fiume Calore; marciapiedi su strade periferiche; “casa di quartiere” Pacevecchia) che prevedono la spesa complessiva di € 4.995.732,98 pari al 19% del totale.

Per gli altri 10 interventi che prevedevano il costo di € 21.586.469,27, dopo 5 anni dall’approvazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri non ci sono ancora le progettazioni oppure non sono state bandite le gare, avviate le attività o cominciati i lavori.

Iadicicco ha giustificato i ritardi in vario modo.

Ad esempio la mancanza del “Prestito riqualificazione periferie urbane” della Cassa Depositi e Prestiti per la Riqualificazione degli impianti sportivi del rione Ferrovia, scuola di Rugby, Scuola di pallacanestro Palaparente, scuola Pallavolo Paladua e per l’App segnaletica di Sicurezza  (fornitura di totem informativi e sistema multimediale). Per quest’ultimo intervento però ci sono anche problemi con la Soprintendenza per l’approvazione del progetto.

Il dirigente comunica che per il Progetto sociale un “inedito ed evoluto modello” di assistenza dal costo complessivo di 235.000 euro (176.250 a carico del Comune, 58.750 a carico di una cooperativa sociale) “non è possibile attingere ai Mutui periferie messi a disposizione dalla Cassa DD. PP. in quanto l’Istituto non finanzia progetti per beni immateriali. Attese le difficoltà in cui versa il bilancio dell’Ente ad oggi non sono state ancora reperite le risorse necessarie per l’attuazione dell’intervento.”

Per la ex Scuola Sannio Iadicicco segnala che si registrano ritardi nell’opera di bonifica da amianto ed è necessario rivedere il progetto.

Anche per il Terminal Bus vicino alla stazione ferroviaria dal costo preventivato di € 2.800.000 a carico dei fondi ministeriali si registrano ritardi notevoli che oramai rendono impossibile la sua realizzazione entro la fine del 2023, come previsto dalla convenzione Come di Benevento – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Infatti, il dirigente Urbanistica-Opere Pubbliche comunica che ancora non c’è la progettazione esecutiva che però sarebbe stata acquisita, come indicato nel cronoprogramma inviato al Nucleo ministeriale, entro il mese di luglio 2022 in modo da bandire la gara di appalto ad agosto, cominciare i lavori entro ottobre 2022, concluderli ad ottobre 2023, effettuare il collaudo e relazionare entro la fine di dicembre 2023.

 Invece la gara di appalto non è stata ancora bandita e quindi certamente l’opera non potrà essere consegnata entro la fine del prossimo anno, termine ultimo per completare i progetti di riqualificazione delle Periferie.

Se per i predetti cinque interventi la relazione di Iadicicco si concentra solo sui ritardi imputabili ad altre autorità o a difficoltà finanziarie del Comune, per gli altri cinque, tutti Project Financing, cioè proposte con la partecipazione finanziaria di privati, pare che davvero il dirigente comunale abbia perso la memoria.

Per il Project Financing ex Campo La Salle- Piazza Risorgimento scrive: “la procedura è ferma per una serie di ricorsi da parte di associazioni cittadine che tra l’altro hanno sollevato una questione di legittimità del Project Financing inerenti il rapporto percentuale la quota di capitale pubblico (74,95%) e privato (25,05%), pertanto, nell’ attesa di dirimere detta questione, la procedura di gara non è stata ancora avviata”.

In realtà l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) a giugno del 2021, cioè sei mesi prima della relazione di Iadicicco, aveva già ricordato chiaramente al Comune di Benevento che il Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016) prevede che la partecipazione pubblica per i Project Financing  non può superare il 49% del costo del progetto. Il 6 luglio 2021 l’Ufficio Tecnico aveva già invitato la società proponente a rivedere il piano finanziario prevedendo un intervento a suo carico di almeno il 51% del costo e in data 7 dicembre  la società si era già dichiarata non disponibile e addirittura aveva diffidato l’Ente a procedere secondo la previsione indicata ad agosto 2016, cioè 25% a suo carico e 75% come contributo ministeriale.

Perché Iadicicco a gennaio 2022 scrive al Nucleo ministeriale di valutazione che il Comune era “in attesa di derimere la questione” senza far riferimento alla nota dell’ANAC?

Per i Project Financing relativi agli impianti sportivi di via Salvemini e via Santa Colomba che prevedono anch’essi il 25% di finanziamento privato e il 75% di contributo pubblico, il dirigente scrive “si è in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione 2022/2025, onde poter procedere all’impegno della spesa necessaria alla ripresa delle attività attraverso la pubblicazione di un nuovo bando di gara che prevede la progettazione, l’esecuzione dell’intervento e la gestione attraverso la procedura di Appalto in concessione ex art 183 c.15 D. Lvo 50/2016 – Project Financing.”.

Ma anche per questi progetti vale quanto ricordato a luglio 2021 dall’ANAC: il finanziamento pubblico non può mai superare il 49% del costo complessivo dell’intervento. E quindi, perché Iadicicco insiste nel sostenere che ancora si possono confermare proposte non conformi al Codice degli Appalti?

Invece il Project Financing per la realizzazione della Piscina Coperta vicino alla Stadio, proposto da una società beneventana ed approvato dalla Giunta Mastella a agosto 2016, prevede il finanziamento privato di €.4.644.901,07 a copertura totale del costo dell’intervento. Quindi è conforme al Codice degli appalti, non c’è bisogno di recepire finanziamenti comunali o anticipazioni della Cassa Depositi e Prestiti, ma la gara non è stata indetta.

Iadicicco nella sua relazione si limita a scrivere “nel corso del corrente anno si provvederà alla pubblicazione del bando di gara” ma nel Cronoprogramma prevede a febbraio 2022 la gara, a maggio 2022 l’inizio dei lavori da concludere a novembre 2023. Finora della gara non vi è traccia e quindi anche questo intervento non si può più realizzare.

Pure per il Project Financing Ostello ex Orsoline dal costo di 1.250.000 euro era previsto il 100% di finanziamento privato e quindi si poteva procedere con la gara. In questo caso Iadicicco scrive “Attualmente sono in corso trattative per la cessione dell’immobile all’Università del Sannio per allocare attività comunque coerenti al progetto del programma. Quindi l’intervento verrà stralciato dal programma.”

In realtà l’edificio ex Orsoline era già stato ceduto all’Università nel 2019, poi restituito al Comune nel 2021 ed ora oggetto di altro intervento insieme al Malies.

Perché nessuno al Comune di Benevento si è accorto degli errori contenuti nella relazione del dirigente Antonio Iadicicco sullo stato di attuazione del progetto “La città di tutti la città per tutti” vanto dell’amministrazione Mastella?

Segnaliamo queste nostre osservazioni al Segretario Generale dell’Ente, al Nucleo di monitoraggio e verifica sull’esecuzione del Programma Straordinario Periferie c/o la Presidenza del Consiglio Dei Ministri, alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica di Benevento.

Gabriele Corona,  movimento politico “Altra Benevento è possibile”

(continua)

3 commenti su “Saltano altri 5 interventi del Progetto Riqualificazione delle Periferie. 3^ parte della storia “Da Ceppaloni il treno casertano deragliato a Benevento””

  1. Un vero macello. Non c’è competenza e risorse umane per concretizzare in operatività gli ingenti finanziamenti disponibili. Allora io faccio una domanda. Perché Altra Benevento non chiede al Sindaco di spiegare perché con ostinata pervicacia continua a confidare nel suo staff dirigenziale tecnico che alla luce di quanto accade si rivela assolutamente incapace. Si potrebbe azzardare una risposta difficilmente confutabile. Non è che forse tre settori (urbanistica, opere pubbliche e Suap ) nelle mani di un solo dirigente non possono funzionare correttamente? Perché non bandire un concorso? Altra Benevento dovrebbe pretendere una risposta

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  2. Perchè nessuno si è accorto di queste deficienze in tutta la vicenda ???
    Io dico perchè sono incapaci, perchè tentano di scaricare su “altri” queste trascuratezze, perchè la gente dimentica, perchè nessuno è abituato a rispondere delle proprie azioni.
    Quindi, per una uscita onorevole, sono necessarie le dimissioni di tutti, amministratori e dirigenti coinvolti. Senza se e senza ma !!!

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  3. Concordo con chi precede e ricordo che dalle rape non si cava sangue. È evidente che la gestione e la programmazione del territorio sannita in questo lustro, e non solo, è fallimentare . Possiamo dire tuttavia che costruire sulle macerie può anche sembrare più veloce ma non da’ buoni risultati. L’alternarsi delle giunte senza avere un filo conduttore , un traccia da seguire, un obiettivo a lungo termine, non porterà mai a nulla di buono. Mai come oggi è possibile ricordare che non c’è vento a favore per chi non ha metà.

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